Omia completa il portafoglio del gruppo Bolton – multinazionale italiana attiva con marchi tra cui Borotalco, Acqua alle Rose e Collistar – con una proposta che unisce ingredienti di origine naturale e ricerca. Il brand nasce nei primi anni Duemila, quando prendeva forma quella che oggi chiamiamo “chemical phobia”: una crescente diffidenza verso ciò che veniva percepito come “chimico”, per esempio i siliconi. «Omia, al tempo, ha saputo leggere quel cambiamento e rispondere a una nuova esigenza del mercato, senza contrapporre natura e scienza – spiega Lorenzo Sironi, ceo home care, personal care and beauty di Bolton -. È un principio che resta attuale e ancora ci guida: la naturalità, da sola, non basta; deve tradursi in formule efficaci e in benefici riconoscibili per chi sceglie il prodotto».

Da un punto di vista gestionale, aggiunge Sironi, «la dimensione più contenuta del brand, insieme alla sua vocazione, ci consente di operare con un’attitudine vicina a quella di una start-up: maggiore prossimità al mercato, più rapidità nel reagire e capacità di trasformare i trend emergenti in proposte rilevanti. Per noi è un vantaggio strategico per esprimere appieno il suo potenziale».

La priorità è l’Italia: «Stiamo lavorando per rafforzare la rilevanza del brand attraverso una comunicazione distintiva e proprietaria, una pipeline di innovazione coerente con le categorie presidiate, skin, hair e body, e un posizionamento sempre più chiaro come marchio innovatore. L’internazionalizzazione è una prospettiva concreta di sviluppo, ma il primo obiettivo è consolidare il lavoro sul mercato italiano e costruire basi solide per la crescita futura» aggiunge Sironi.

Recentemente il marchio ha completato una profonda trasformazione che ha coinvolto identità, formulazioni, architettura di gamma e posizionamento strategico. Il claim è passato da “Laboratori eco-bio” a “Laboratori biotech”: «Non è un semplice aggiornamento della nostra brand line, ma l’espressione di una scelta di posizionamento e di innovazione – continua Sironi -. Anche sul piano competitivo, la direzione è chiara: costruire una differenziazione rilevante e credibile, capace di sostenere nel tempo l’innovazione del brand. Le ricerche condotte negli anni con istituti indipendenti confermano che i consumatori, compresi quelli del canale mass, sono pronti a riconoscere il valore della biotecnologia applicata al naturale. La condizione è che questo valore si traduca in benefici comprensibili e risultati concreti».

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