La competizione globale «non si gioca più soltanto sul costo del lavoro o sulla dimensione dei mercati, ma sulla capacità dei sistemi economici di offrire stabilità, prevedibilità e condizioni favorevoli allo sviluppo». È con questa riflessione che Simone Crolla, consigliere delegato di AmCham Italy, ha aperto l’incontro “Competing for capital: politiche fiscali, incentivi e la nuova geografia globale degli investimenti”, promosso da American Chamber of Commerce in Italy nel contesto della quinta edizione dell’iniziativa “Walk the talk”. Al centro del confronto, il ruolo sempre più strategico della leva fiscale per la crescita economica e la competitività dei territori, in un contesto internazionale caratterizzato da profonde trasformazioni geopolitiche e dalla ridefinizione delle catene del valore.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Le sfide globali

Punto di partenza del dibattito è stata l’idea che governi, istituzioni e imprese possono utilizzare la fiscalità come leva di politica industriale e di sviluppo, analizzando le nuove dinamiche della competizione geopolitica mondiale, le strategie di attrazione degli investimenti esteri e le opportunità derivanti dalla crescente cooperazione economica internazionale. «Per attrarre talenti, capitali e nuove iniziative imprenditoriali – ha spiegato Crolla – servono politiche fiscali innovative, incentivi agli investimenti, semplificazione normativa e capacità di creare ecosistemi favorevoli all’impresa, in cui la qualità della vita ha un ruolo essenziale».

L’obiettivo, ha ribadito il consigliere delegato di AmCham Italy, rimane «fornire una visione concreta delle politiche e degli strumenti che consentono di trasformare le sfide globali in opportunità di crescita, rafforzando la competitività dei territori e promuovendo uno sviluppo sostenibile e duraturo, in particolare lungo l’asse transatlantico».

Le politiche italiane

Come ha sottolineato Crolla, per stimolare investimenti dall’estero il nostro paese deve essere «attrattivo per i capitali internazionali, non solo da un punto di vista istituzionale, e quindi per la stabilità e la certezza del diritto, che sono caratteristiche che l’Italia ha nel panorama internazionale, ma anche perché ci sono leve fiscali che possono essere attraenti per i potenziali investitori». La leva fiscale, infatti, secondo il consigliere delegato di AmCham Italy, è un vero e proprio «fattore abilitante» che chi decide se investire nel nostro paese considera con grande attenzione.

All’evento ha preso parte anche il viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo, che ha elencato i risultati raggiunti dal governo negli ultimi quattro anni in questo ambito. «Per quanto riguarda la parte fiscale – ha affermato – abbiamo introdotto nella riforma dei temi che nello specifico riguardano la fiscalità internazionale e sono orientati su due obiettivi: la certezza del diritto e la semplificazione. Per quanto riguarda la certezza del diritto, si danno regole certe a coloro che risiedono in Italia. Abbiamo prestato grande attenzione anche ai cosiddetti neo-residenti. Sul tema delle partecipate estere controllate da imprese italiane abbiamo semplificato i rapporti».

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