Il rallentamento della crescita deriva dalla riduzione del contributo della dinamica naturale, dovuto a un tasso di natalità degli italiani all’estero «particolarmente basso», che si attesta al 2,5 per mille, neanche la metà di quello che si registra sul territorio italiano (6 per mille). Spiccano in questo senso i connazionali residenti in Asia (8,3 per mille) e in Africa (5,1 per mille), anche se si tratta di aree con un peso contenuto sul totale delle nascite. Il tasso è nettamente inferiore in Europa, dove si ferma al 3,5 per mille. A livello continentale, i valori più elevati si rilevano nei Paesi Bassi (4,8 per mille) e in Svizzera (4,2 per mille). I dati riguardanti l’America, complice anche una struttura per età della popolazione più anziana, sono significativamente inferiori: 1 per mille nell’intero continente e 0,9 per mille nella sola America centro-meridionale.
Decessi e tasso di mortalità
Anche il tasso di mortalità all’estero è nettamente inferiore rispetto a quello registrato sul suolo della penisola ed è pari al 2,1 per mille, meno di un quinto di quello osservato in Italia (11,1 per mille). Le marcate differenze che si riscontrano su base territoriale sono da attribuire alla struttura anagrafica delle comunità italiane residenti nei vari continenti. La mortalità risulta inevitabilmente più elevata nei paesi europei di più antica emigrazione, come Francia (4,8 per mille), Germania e Svizzera (4,2 per mille entrambi), dove la popolazione italiana è più anziana In generale, l’Europa è caratterizzata dal valore più elevato, con un tasso del 3,3 per mille, seguita da Africa (2,9 per mille), Asia (1,6 per mille), America settentrionale (1,0 per mille) e America centro-meridionale (0,5 per mille). Il livello più basso, invece, si registra in Oceania, con lo 0,4 per mille.
Sono in aumento, seppur lieve, i decessi tra gli italiani all’estero, in crescita del 2,4%, per un totale di 13mila unità. La maggior parte di essi si concentra in Europa (85,6%). Segue l’America con l’11,2 per cento. L’incremento dei decessi riguarda in particolar modo l’Africa (+24,6%), l’Asia (+19,0%) e l’America settentrionale (+8,9%). La crescita è molto più contenuta in Europa, con un +3 per cento.
Espatri in calo
Nel 2025 si è assistito a un netto calo degli espatri: sono stati 109mila, il 22,7% in meno rispetto all’anno precedente. La causa principale, secondo l’Istat, è l’eccezionale numero di iscrizioni all’Aire registrato nel 2024 a seguito dell’introduzione di regole più stringenti: «La nuova normativa ha determinato una forte concentrazione delle registrazioni nel 2024, amplificando di conseguenza la riduzione osservata nel confronto con il 2025».
Sono diminuiti anche i rimpatri, seppur in misura minore: sono stati circa 56mila (-3,4%). Il saldo migratorio con l’estero resta quindi positivo, attestandosi a circa 53mila unità, quasi 30mila in meno rispetto al 2024.

