È stata varata a Trieste la più grande (al momento) unità nautica a propulsione ibrida, battente bandiera italiana, per la raccolta, su scala nazionale, dei rifiuti prodotti dalle navi nelle rade e nei porti. La nave, che è della società Itelyum sea Fvg, è anche la prima, con quel tipo di propulsione, a operare in Adriatico.
Battezzata Eco-Trieste, l’imbarcazione, spiega una nota, è «progettata con dimensioni superiori agli standard nazionali (24 metri di lunghezza, 8 metri di larghezza e 58 tonnellate di stazza) e combina la massima sicurezza operativa “all-weather” e il comfort per l’equipaggio, con una capacità di carico di 60 tonnellate e 120 metri cubi suddivisi in quattro comparti distinti: un volume ben tre volte superiore alla media delle unità analoghe». È concepita sia per la raccolta che per il ritiro e il trasporto dei rifiuti di altre navi.
L’unità entrerà, a breve, in servizio nell’ambito della concessione rifiuti navi rilasciata dall’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico orientale e opererà nei porti di Trieste e Monfalcone. «La sostenibilità di un porto – sottolinea il presidente dell’Adsp, Marco Consalvo – si misura nella capacità di tradurre gli obiettivi ambientali in soluzioni concrete. Dopo l’attivazione, a Trieste, del primo impianto mobile italiano per il trattamento delle acque di zavorra, questa nuova unità arricchisce i servizi ambientali disponibili nei porti di Trieste e Monfalcone. Il nostro impegno è creare le condizioni affinché gli operatori possano investire in tecnologie capaci di ridurre le emissioni, migliorare la gestione dei rifiuti prodotti dalle navi e rendere più efficienti le attività portuali».
La nave presenta una serie di vantaggi: elevata capacità di carico che consente di completare il servizio nell’intero scalo (compresa la rada) in un’unica sessione; stiva predisposta per la raccolta differenziata “spinta” in mare; propulsione ibrida: in modalità elettrica per navigazione interna e manovre, in modalità termica/ibrida (con motori che possono essere alimentati a combustibile vegetale Hvo) con recupero energetico (il sistema recupera l’energia prodotta dai motori e le impiega per ricaricare le batterie elettriche).
«La portualità e la logistica marittima – afferma Marco Codognola, ad di Itelyum – rappresentano un motore economico fondamentale per l’Europa, fungendo da snodo per le catene di approvvigionamento globali attraverso nodi intermodali efficienti, tecnologici e sostenibili. In questo scenario, Itelyum vuole fare la propria parte all’interno del “sistema”, offrendo una gestione ambientale integrata con soluzioni all’avanguardia. I nostri investimenti sono mirati ad affiancare le Adsp – in primis quella di Trieste, da sempre estremamente sensibile ed esigente, sui temi della sostenibilità – nella gestione virtuosa delle tematiche ambientali».

