Nessuna anticipazione e massima prudenza. La presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa sul Nove, ha scelto la linea del rigore e dell’attesa sul futuro del costo del denaro. A chi le chiedeva se l’istituto di Francoforte sia orientato a un nuovo rialzo dei tassi nella prossima riunione di politica monetaria, la presidente ha risposto in modo netto: “Lo saprete l’11 giugno”.
Un cambio di rotta rispetto a fine aprile, quando aveva dichiarato di avere “chiara la direzione” dei tassi. “Oggi non posso dare indicazioni — ha spiegato Lagarde — perché la situazione attuale è di massima incertezza. Il 10 giugno avremo le nuove proiezioni sull’inflazione: allora, e soltanto allora, decideremo le azioni necessarie per mantenere l’inflazione al target del 2% nel medio periodo”. Attualmente le stime indicano un’inflazione al 2,6%, destinata a scendere al 2% solo l’anno successivo.
Sede della Banca Centrale Europea a Francoforte (Ansa)
Pil sotto l’1% e il no alle deroghe per l’Italia
Il quadro economico descritto dalla presidente della Bce resta complesso. Davanti a una domanda sulla stima di crescita dell’Italia, ferma allo 0,5%, Lagarde ha allargato lo sguardo all’intero continente:
“La crescita di tutta l’Europa sarà sotto l’1%. La Commissione Europea ha appena pubblicato una previsione dello 0,9% a causa dei prezzi energetici e dell’enorme incertezza”.
In questo scenario di stagnazione, la numero uno di Francoforte ha inviato un messaggio chiaro a Roma, escludendo l’ipotesi di concessioni speciali o deroghe al Patto di stabilità per attutire l’impatto dei costi dell’energia. “Dobbiamo attenerci alle regole che abbiamo in termini di bilancio, debito e deficit, e dobbiamo operare all’interno di queste regole”, ha scandito. “È fondamentale agire insieme come europei anziché cercare percorsi diversi. I nostri nemici sarebbero entusiasti di una nostra frammentazione. Se le regole valgono per tutti e vengono seguite correttamente, i mercati apprezzeranno automaticamente”.

La presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde, 26 febbraio 2025 (LaPresse)
Un forte appello alla speranza e all’unità
Nonostante le nubi all’orizzonte, aggravate dalle sfide dell’intelligenza artificiale e dai venti di guerra ai confini del continente, Lagarde ha voluto chiudere l’intervista con un caloroso messaggio di fiducia nel progetto comunitario: “Vedo un motivo enorme per sperare in Europa. Abbiamo la libertà, abbiamo la democrazia, abbiamo regole che ci permettono di convivere. Possiamo muoverci, viaggiare e pagare con la stessa valuta: questa è una cosa preziosa. Proprio oggi dobbiamo difendere l’Europa e avere un forte senso di fiducia. Io penso che ci sia speranza, per il bene dell’umanità”.

