Li definisce un esempio di guerra sotto soglia, Guido Crosetto, cioè sotto i parametri che rendono possibile l’attribuzione a un colpevole. Una scelta intenzionale, aggiunge il titolare della difesa, finalizzata, come tutti gli attacchi ibridi, a incrementare il caos e alimentare la tensione. “Delle minacce ibride come sapete io ne parlo da tre quattro anni”. Crosetto che tiene insieme i falliti attentati con i droni di Lipsia e le manomissioni hacker che hanno colpito le banche del sangue in Francia e i sistemi di refrigerazione della grande distribuzione. È ancora presto, per dirlo, chiarisce da Bruxelles il commissario europeo ai trasporti.
Lo scenario di una regia unica, pilotata da una potenza straniera, è peraltro tema divisivo nel centro-destra, con la Lega che ha più volte smentito ipotetici coinvolgimenti di Mosca. Sulla pista russa anche il Copasir mantiene la cautela. “È in corso di approfondimento, lo stanno facendo i nostri organismi, quindi io non posso sbilanciarmi da questo punto di vista. Credo che sia doveroso da parte nostra fare tutte le valutazioni, l’approfondimento del caso, perché il tema dell’attribuzione degli attacchi è sempre un tema molto complicato in ambito cibernetico” dice il presidente Guerini.
Le parole di Crosetto non rassicurano, osservano le opposizioni. Se si tratta davvero di una guerra ibrida, il governo non si limiti a denunciarla e ci dica quali sono gli strumenti in campo per farlo.

