“C’è una piaga che non accenna a sanarsi, proseguono notizie di lavoratori che perdono la vita sul lavoro: la sicurezza sul lavoro resta un impegno che non consente rinunce o distinguo. Si tratta di un tributo inaccettabile”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando la Festa del Lavoro a Pontedera.
«Le cronache ci restituiscono, pressoché quotidianamente, notizie di lavoratrici e di lavoratori che perdono la vita, rimangono infortunati, nello svolgimento delle loro attività. La sicurezza sul lavoro resta un impegno, un dovere, che non consente rinunce o distinguo. Tra luoghi di lavoro e in itinere sono oltre mille le vite spezzate ogni anno. Nel ricordarle, rinnovando la vicinanza alle famiglie delle vittime, ribadiamo che si tratta di un tributo inaccettabile. La lotta alle incurie, all’illegalità, alle imprudenze deve coinvolgere tutti. Sono le cronache a intimarci che ciò facciamo non è ancora abbastanza per tutelare la salute di chi lavora. Imprenditori, lavoratori, istituzioni, società. Deve migliorare l’organizzazione, il rispetto delle regole, la cultura della sicurezza comune”, ha osservato Mattarella.
E’ tempo di visione e non di misure di corto respiro
“Per produttività e capacità di innovazione si registra in Europa un deficit competitivo. Occorre eliminare al più presto le barriere che ancora impediscono una compiuta unione dei nostri mercati interni”, ma soprattutto bisogna capire che è “tempo di visione e non di misure di corto respiro” ha detto il presidente della Repubblica. “Bisogna orientare gli investimenti nei settori più strategici e con il maggiore potenziale di crescita”, ha aggiunto.
Su industria guardare avanti, non a specchietto retrovisore
“L’industria è pilastro per l’Italia. Quella manifatturiera contribuisce al Pil nazionale nella misura del 15%. Seconda in Europa, ottava nel mondo, la manifattura italiana è fondamentale veicolo e motore di crescita. Per essere attori, e non piatti curatori di un’eredità passata, sappiamo che non serve attardarsi a misurare sterilmente la realtà sulle immagini rimandate dallo specchietto retrovisore ma occorre guardare avanti. Ci deve guidare la capacità di innovazione basata sulla sostenibilità, lungimirante elemento di guida per la resilienza delle aziende in un mondo sempre più complesso” ha aggiunto Mattarella.
Giovani poco ascoltati, c’è scarsa attenzione a loro
Un altro “punto critico da intendere come ”riserva” di potenziale sviluppo è il lavoro dei giovani. Ancora troppo alta l’età di ingresso nel mercato del lavoro. Nella nostra società i giovani sono poco ascoltati. C’è una scarsa attenzione alla loro maturazione e alla loro indipendenza. Se guardiamo ai lavoratori definiti “indipendenti” che lavorano per un solo datore – insomma lavoratori autonomi senza autonomia – scopriamo che la parte più consistente è formata proprio da under 30. Sono numerosi i giovani ben istruiti che lasciano il nostro Paese per lavorare all’estero. Sono più di quelli che vengono in Italia. Nell’interesse del Paese questa tendenza va invertita” ha insistito il capo dello Stato.

