Tutti convocati. Ministri e governatori, ma anche parlamentari, dirigenti. Un “ritiro” di due giorni voluto dal segretario della Lega Matteo Salvini venerdì 19 e sabato 20 giugno (ancora da definire la località), per «mettere a punto proposte e programmi». L’ufficializzazione della “due giorni di incontri” è arrivata nella chat di deputati e senatori, ai quali è stato chiesto di tenersi liberi per entrambe le giornate.
Il forfait di Zaia
Ma nella chat del direttivo leghista è già arrivata la prima defezione di peso, quella di Luca Zaia: «Ho già un impegno», ha fatto sapere l’ex governatore veneto. Proprio lui che da tempo chiede più attenzione non solo sulla questione settentrionale ma anche sui temi di una destra liberale non ci sarà. Dovrebbe dare forfait per un precedente impegno anche il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti
Il format del “ritiro”
Non il viatico migliore per Salvini, che prova così a rilanciare e motivare il partito, stretto tra il pressing di Roberto Vannacci e le difficoltà di governo, ricorrendo a un format già utilizzato in passato dalla Lega. Il primo a lanciare il ritiro fu Roberto Maroni, all’epoca governatore della Lombardia. Modalità ripresa da Massimiliano Romeo, che da segretario della Lega Lombarda riunì il partito locale in un agriturismo, per mettere a punto le proposte in vista del raduno di Pontida. Ora è la volta di Salvini, che però ancora non ha scelto il luogo: «È ancora in via di definizione, vi faremo sapere appena possibile tutti i dettagli organizzativi», recita la convocazione in chat.
L’assemblea nazionale di Vannacci a Roma
Le date scelte non sono casuali. Hanno infatti un significato politico preciso. Il raduno leghista arriverebbe a pochi giorni dal battesimo ufficiale di Futuro nazionale, con la convocazione dell’assemblea costitutiva del 13 e 14 giugno all’Audiorium della Conciliazione di Roma. Il generale conta su sondaggi in crescita intorno al 4% e su nuovi ingressi nel partito, da ultimo quello della ormai ex responsabile della Lega per le pari opportunità, Laura Ravetto. Rumors danno per probabili ulteriori arrivi.
L’architettura di Futuro nazionale
Nell’attesa, l’autore de “Il Mondo al Contrario” ha fatto avere ai suoi le prime indicazioni, mettendo nero su bianco, nel regolamento preparato per l’assemblea, che quello che ha in testa è un partito (che conta al momento su oltre 50mila adesioni) fortemente centralizzato, plasmato attorno alla figura del leader, con organi di garanzia nominati dall’alto, delegati scelti dal vertice, interventi preventivamente sottoposti al vaglio dei dirigenti. «Principi, valori chiari e leadership chiara, chi entra deve aderire totalmente a quello che siamo», ha avvertito Vannacci in un’intervista sulla Stampa, perché «quando nei partiti decidono tutti, spesso non decide nessuno». Più che un partito che elegge il suo leader, c’è l’impronta di un leader che organizza il suo partito.

