È cresciuto il valore complessivo delle esportazioni liguri, nel 2025: ha raggiunto 9,4 miliardi di euro, segnando +10% sul 2024. Il dato emerge, insieme a molti altri, da un ricerca sull’export realizzata da Cribis (società del gruppo Crif) per Confindustria Imperia, che si affianca a un’indagine campionaria dell’associazione, su 19 aziende del segmento luxury, rappresentative del Ponente Ligure.
Il report di Cribis evidenzia che in Liguria, su 139.089 imprese, sono 1.816 quelle che esportano (di cui 388 con un valore dell’export superiore al 50% del loro fatturato), così distribuite: 1.082 in provincia di Genova, 263 a Imperia, 258 a Savona e 213 alla Spezia. Inoltre, i principali Paesi verso cui è diretto l’export ligure sono Usa, Francia, Germania, Indonesia, Spagna e Regno Unito (rielaborazione dati Istat).
Interesse del Regno Unito per la regione
Per quanto riguarda, in particolare, l’Inghilterra, Roberto Costa, presidente della Camera di commercio e industria italiana a Londra, che ha partecipato alla presentazione dello studio, sottolinea che «nei primi otto mesi del 2026, l’Italia ha esportato più di 20 miliardi di euro in Uk, con un +2.4%, rispetto allo stesso periodo del 2025. Rimaniamo entro i primi dieci fornitori del mercato britannico, nonostante la Brexit e questo è un dato che ci fa capire la forza del made in Italy. Credo fermamente in una esportazione di valore, senza voler fare la “guerra dei prezzi”; noi della Cciaa italiana in Uk abbiamo iniziato un percorso di vicinanza con Confindustria e i suoi associati, partendo proprio dalla Provincia di Imperia, perché crediamo che la Regione Liguria esprima grandi eccellenze da esportare nel Regno Unito».
In provincia di Imperia, delle 263 imprese che esportano (su un totale di 22.101 aziende), il 77% mostra un totalizza un valore delle esportazioni superiore al 50% del loro fatturato. Il 70% delle aziende esportatrici è indipendente, il 30% appartiene ad un gruppo e solo l’1% ha una capogruppo straniera. Dall’indagine di Confindustria Imperia, condotta, come si è accennato, su 19 imprese del settore lusso – diverse per dimensione e attività, con un fatturato complessivo superiore ai 200 milioni di euro e un volano occupazionale di mille dipendenti – si evidenzia una forte presenza di aziende consolidate sul territorio: l’84% del campione opera da oltre 10 anni in provincia e mostra «una struttura solida, caratterizzata da esperienza e radicamento locale».
Nell’imperiese lusso e propensione alle esportazioni
Il target della clientela, prosegue l’indagine campionaria, «è per il 52% internazionale, rivolto soprattutto alla tipologia business (44%) e a una fascia di età media compresa tra i 40 e i 60 anni (63%). Nel complesso, emerge un settore fortemente orientato all’export, focalizzato sui mercati maturi (Usa, Germania, Austria, Svizzera, Nord Europa) e di prossimità (Costa Azzurra), ma anche attenta alle opportunità che può cogliere in mercati emergenti (India, Sud-Est Asiatico e Medio Oriente). I primi quattro Paesi verso cui è rivolto l’export del campione sono Francia, Usa, Europa e Regno Unito».

