I Paesi Ue dovranno tassare l’elettricità “in modo più favorevole del gas naturale” e riformare gli oneri di rete per alleggerire le bollette. E’ uno dei cardini del regolamento sulle bollette energetiche che la Commissione presenterà a metà luglio, dando seguito al piano Accelerate Eu presentato alla luce della crisi energetica.
caro bollette, (Pixabay)

Von der Leyen (Ipa)
C’è “La necessità di uno sforzo straordinario”
Tasselli di un quadro più ampio che include la recente apertura Ue a poter escludere dal deficit le spese per gli investimenti per l’elettrificazione e la transizione energetica fino allo 0,6% del Pil nel triennio 2026-2028. Una prima risposta accolta con favore da Giorgia Meloni durante la call sulla competitività con altri leader Ue e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ma non sufficiente. C’è “La necessità di uno sforzo straordinario, sia a livello nazionale sia europeo, per contrastare gli effetti di breve e medio termine della crisi energetica”, ha “ribadito” la premier.
Caro bollette (Ansa)
Per Bruxelles la strada è tracciata
In pratica, pur mantenendo la facoltà di fissare le proprie aliquote, i governi dovranno garantire che l’elettricità resti fiscalmente più conveniente del gas. Per Bruxelles la strada è tracciata, insomma, e punta a ridurre la dipendenza da gas (come dalle altre fonti fossili), responsabile per il meccanismo di formazione del prezzo dell’elettricità del caro-bollette che si registra soprattutto in Italia, rispetto ai Paesi in cui le rinnovabili la fanno da padrone. L’esecutivo Ue punta anche a incentivare i consumi nelle ore in cui l’energia costa meno, fissando l’obiettivo di dotare di contatori intelligenti almeno il 50% degli utenti entro il 2030 e il 65% entro il 2033.
La riduzione dei costi energetici
Bruxelles interviene anche sugli oneri di rete – che rappresentano circa un quarto della bolletta media – introducendo tariffe legate agli orari di utilizzo e criteri per misurare l’efficienza dei gestori. E apre alla possibilità di utilizzare anche i fondi di coesione per sostenere gli investimenti nelle reti elettriche. Il regolamento è atteso il 22 luglio, all’interno di un più ampio pacchetto che comprende anche il piano d’azione per l’elettrificazione in modo da raggiungere l’obiettivo ambizioso di portare la quota di elettricità nei consumi finali dal 23% attuali al 32% entro il 2030. “Il lavoro inizia a casa nostra. Riducendo i costi energetici. E semplificando la vita alle imprese in tutta Europa. Ma non finisce qui. Gli squilibri e le sovraccapacità nel commercio globale pongono delle sfide. Le affronteremo direttamente al Consiglio europeo”, ha detto von der Leyen.
Decreto bollette (VV1ntermute/Pixabay)
Rinnovabili: via libera Ue al piano italiano da 23 miliardi di euro
Una prima boccata d’ossigeno per l’Italia arriva intanto con il via libera Ue al piano italiano da 23 miliardi di euro a sostegno della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Il programma – autorizzato nell’ambito nel quadro di aiuti di Stato per il Clean Industrial Deal – finanzierà la realizzazione di nuovi impianti eolici onshore, solari, idroelettrici e alimentati a biogas per un valore di 37,15 gigawatt di nuova capacità rinnovabile, pari a circa il 48% dell’attuale capacità installata da rinnovabili in Italia. Gli aiuti saranno concessi sotto forma di contratti bidirezionali per differenza della durata di 20 anni che prevedono un bonus per ogni kWh di elettricità prodotta e immessa in rete.
Caro bollette luce e gas (Ansa)

