«La competitività dell’Italia si gioca sul capitale umano: formazione, ingresso e crescita in azienda delle future generazioni», sottolinea Matteo Lunelli, da sei anni alla guida di Altagamma, che oggi a Roma celebra la Giornata 2026, l’ultima della sua presidenza, per una Fondazione che riunisce più di 120 tra le migliori imprese italiane dell’alta industria culturale e creativa. L’Italia si trova di fronte a una sfida strutturale che riguarda insieme demografia, occupazione, competitività e crescita. «Abbiamo il più basso numero di laureati in Europa – ha spiegato Lunelli -. Solo il 68% dei laureati tra 25 e 34 anni è occupato, contro l’83,5% europeo e l’età media dei Ceo delle quotate è attorno ai 60 anni. Tanti giovani lasciano un Paese dove è bello vivere ma talvolta difficile lavorare. L’Italia deve valorizzare il talento dei giovani e rendere il lavoro più attrattivo».
Presidente, perché Altagamma si occupa di questi temi, e come in concreto?
Perché è un tema strategico per il futuro del Made in Italy. Nel confronto con le aziende Altagamma abbiamo visto che molte hanno già attivato modalità avanzate di coinvolgimento dei giovani e di formazione interna. La Fondazione può diventare un punto di riferimento per le best practice sulla managerialità giovanile che rendono il lavoro più attrattivo e qualificante per le nuove generazioni, offrendo un esempio anche ad altri comparti. Se in passato abbiamo valorizzato i talenti manifatturieri e il loro fabbisogno nelle imprese, oggi ci occupiamo di talenti manageriali: in Italia abbiamo solo il 30% di laureati, molti dei quali vanno all’estero per mancanza di fiducia e alla ricerca di migliori opportunità e salari più alti.
È una logica simile a quanto fatto per i Mestieri manifatturieri?
Per più di 10 anni Altagamma ha contribuito alla valorizzazione dei Talenti del Fare, perché al centro dell’eccellenza delle nostre creazioni c’è un saper fare anche manuale che va preservato, tutelato e tramandato alle future generazioni. Siamo partiti da una ricerca svolta con Unioncamere che ha rilevato per i settori dell’alto di gamma un fabbisogno fra il 2025 e il 2028 di 276mila profili tecnici e artigiani. Circa la metà rischia di non essere adeguatamente soddisfatto.

