il punto – L’aereo di Zelensky sfiorato da un drone al decollo mentre si riapre lo spiraglio negoziale tra diplomazia e raid

La drammatica realtà del conflitto ucraino irrompe a margine dei tentativi di riapertura dei canali diplomatici. Mentre i governi di Kiev, Mosca e Washington segnalano timidi passi avanti verso la ripresa dei colloqui, una rivelazione shock giunta da Oslo ha mostrato quanto la sicurezza dei vertici ucraini resti appesa a un filo.

Il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre ha riferito che l’aereo del presidente Volodymyr Zelensky “è stato quasi colpito da un drone” mentre decollava dalla Moldavia diretto in Norvegia per i funerali di Stato di re Harald V. L’episodio coincide temporalmente con un pesante attacco di droni russi che nella notte ha devastato il valico di frontiera di Starokozache, al confine tra Ucraina e Moldavia, causando due morti e tre feriti.

La diplomazia dei tre formati e il nodo europeo

Parallelamente al rischio nei cieli moldavi, sul fronte politico si registrano segnali di movimento in vista di un possibile tavolo negoziale trilaterale tra Ucraina, Russia e Stati Uniti.

Aperture da Mosca e Kiev: Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, e il consigliere Yuri Ushakov hanno confermato la volontà politica di riprendere le trattative a tre, ipotizzando come sede Abu Dhabi e lasciando intendere la stesura di una “tabella di marcia” nelle prossime settimane. Da parte sua, Zelensky si è detto “pronto al compromesso”, precisando tuttavia che le concessioni non possono arrivare soltanto da parte ucraina e che i dettagli del formato sono in fase di definizione con Washington.

Il dibattito sul ruolo dell’UE: Zelensky ha rimarcato l’importanza di coinvolgere l’Europa nelle trattative. Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha suggerito al leader ucraino di evitare “iniziative a gruppetti”, sollecitando una rappresentanza unitaria dell’Unione Europea che affianchi a Francia e Germania anche paesi come Italia e Polonia.

Freni e scetticismo: Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha liquidato le richieste europee di un immediato cessate il fuoco come un “tentativo di guadagnare tempo” per consentire a Kiev di riarmarsi. Sul fronte interno all’UE, la Slovacchia guidata da Robert Fico continua a bloccare l’estensione del pacchetto di sanzioni contro Mosca, chiedendo deroghe specifiche prima della scadenza del 15 settembre.

Raid a lungo raggio e scontro nei cieli

Sul campo di battaglia la pressione militare rimane altissima. Di fronte ai continui bombardamenti sulle infrastrutture energetiche in vista dell’inverno, le forze armate ucraine proseguono la campagna di attacchi a lungo raggio in territorio russo.

Nella notte, l’intelligence militare di Kiev ha rivendicato un blitz contro la base navale di Novorossiysk, danneggiando la fregata Admiral Essen. Allo stesso tempo, per la prima volta dall’inizio della guerra, un drone ucraino è riuscito a penetrare per oltre 2.800 chilometri oltre il confine, colpendo un impianto energetico nella parte artica del Distretto Federale degli Urali.

Condividere.
Exit mobile version