A poche ore dal Consiglio dei ministri che licenzierà la legge di bilancio per il 2027, l’ultima della legislatura, Giorgia Meloni interviene all’assemblea di Confartigianato. Ringraziando il presidente di Confartigianato, Marco Granelli, e tutti gli artigiani «per la forza, il prestigio, la solidità che costruite per questa nazione», la premier annuncia che in Cdm approderà anche la modifica della legge quadro dell’artigianato: «Un’azienda che nasce artigiana e lo è stata per sette anni potrà mantenere la propria qualifica anche se aumenta il numero di collaboratori. Crescere non significa doversi snaturare».

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«Dimensione e natura artigiana possono coesistere»

Tra gli applausi della platea, Meloni sottolinea che «è una riforma della quale andiamo orgogliosi e un altro tassello dell’impegno che questo Governo porta avanti dall’inizio della legislatura per aiutare tutte le imprese di questa nazione, nessuna esclusa, a diventare più forti e a creare nuova occupazione, e non ci siamo fermati». Sulla base delle nuove norme, dunque, l’identità produttiva «riconosciuta e protetta dall’articolo 45 della Costituzione» non andrà persa se l’impresa cresce: «Dimensione e natura artigiana possano e debbano coesistere perfettamente».

«Siete beni culturali viventi»

La premier comincia il suo intervento ricordando «il tempo complicato che stiamo vivendo: un’epoca nella quale vorrebbe convincerci che il reale, il concreto, l’originale, non abbiano quasi più ragion d’essere». «Voi – dice invece la premier – raccontate al mondo che c’è un antidoto a tutto questo, che concretezza e autenticità hanno ancora un significato in questo tempo: se ne facciano una ragione, avranno un significato ancora per molto tempo». «Siete beni culturali viventi, senza l’artigianato il Made in Italy non esisterebbe», scandisce la premier. «E se la nostra nazione continua a tagliare traguardi, come l’export a 644 miliardi, il merito è in gran parte del vostro lavoro: la vostra forza più grande è la qualità, la cura del dettaglio, la bellezza di ciò che è fatto a regola d’arte».

Meloni: Oggi in Consiglio dei ministri Decreto che riforma legge quadro su artigianato

La legge annuale sulle Pmi artigiane

Ma la qualità deve essere difesa, aggiunge Meloni, e «pretende rispetto: il primo è il rispetto delle regole». Per questo, dice, è stata combattuta la concorrenza sleale di chi si spacciava artigiano senza essere artigiano. Soggetti che operavano nell’ombra, che calpestavano le regole ed evadevano il fisco e finivano per infangare la reputazione di un’intera categoria». La premier rivendica allora la prima legge annuale sulle piccole medie imprese, attesa da ben 15 anni: «Abbiamo sancito che le parole artigiano e artigianale possono e devono essere utlizzate solo da chi è regolarmente iscritto all’albo delle imprese artigiane».

“Imprese apri e chiudi”, alt a 30mila attività

Nel novero dei provvedimenti del Governo cari alla platea Meloni cita le norme contro le imprese “apri e chiudi”, ricordando che sono state chiuse 30mila attività «perché lo Stato vuole essere un alleato di chi lavora onestamente», la rinascita di Artigiancassa e il fondo presso il Mimit da 50 milionio per finanziare programmi di investimenti e progetti qualificati di sviluppo aziendale.

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