«Penso che il nostro lavoro bilaterale con gli Stati Uniti debba tornare alla sua normalità, l’ho detto ieri in Consiglio dei ministri. Penso che Tajani abbia fatto bene ad annullare la sua missione a Miami, ma non c’è bisogno di andare oltre. A Villa Taverna il Governo sarà presente. Perché non cambio idea: la politica estera italiana resterà quella degli ultimi 80 anni». Parola di Giorgia Meloni. Intervistata da Maurizio Belpietro in conclusione dell’evento “Il giorno della Verità”, la presidente del Consiglio risponde innanzitutto alle domande sul suo rapporto con il presidente degli Stati Uniti.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

«Sinceramente colpita» dall’attacco di Trump

Trump si è indispettito per il ditino alzato? «Non so. Io sono rimasta sinceramente colpita, ho letto le varie ricostruzioni con presunti video diventati virali in cui il mio atteggiamento poteva sembrare assertivo piuttosto che le ricostruzioni racconterebbero di distogliere l’attenzione dai risultati del negoziato con l’Iran e le difficoltà in ambito Nato. Non so. Io non intendo continuare ad alimentare questo confronto».

Cooperazione antica, «non si cancella per discussione social»

Teme contraccolpi? «Mi auguro di no. Mi pare che la nostra attività e i nostri rapporti vadano bene anche nelle ultime settimane, anche a livello economico. Una settimana Crosetto era da Hegseth a Washington, l’export italiano è cresciuto nonostante i dazi, a dimostrazione che i nostri prodotti sono ben recepiti dai consumatori americani. Sono due sistemi che hanno una storia di cooperazione talmente antica e solida che non si cancella o si ridiscute per una discussione sui social media. “Indipendono” da chi governa il Paese».

Libano, «Italia e Francia possono lavorare insieme»

Sul negoziato tra Stati Uniti e Iran «io sono abbastanza ottimista, anche se non è semplicissimo», dice la premier. «Penso che il nostro non debba essere un ottimismo statico» ma attivo, con la partecipazione al dopo «sia per Hormuz sia per il Libano, dove l’Italia ha una storia. Intendo discuterne con Macron nel vertice intergovernativo di giovedì, è una delle cose su cui Italia e Francia possono lavorare insieme».

Hormuz con pedaggio «precedente» da scongiurare

Quanto allo Stretto, l’obiettivo è garantire il pieno ripristino della libertà di navigazione: un suo controllo, attraverso il pedaggio immaginato dagli iraniani, potrebbe rappresentare «un precedente» da scongiurare: «Ci ritroveremmo catapultati in un mondo nel quale ogni snodo fondamentale del commercio diventerebbe uno strumento di pressione sugli Stati e potrebbe essere utilizzato come un’arma». Per questo il Governo ha «dato la disponibilità, in uno scenario di pace, a una missione per garantire libertà di navigazione: servirebbe l’autorizzazione del Parlamento ma credo che l’Italia dovrebbe fare la sua parte».

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