Le congratulazioni e la fierezza per «la conferma dell’eccellenza dell’Italia nel settore spaziale». La premier Giorgia Meloni ha ricevuto stamattina a Palazzo Chigi l’astronauta italiano Luca Parmitano, designato dalla Nasa come pilota della missione Artemis III. «Siamo molto orgogliosi e molto curiosi», ha detto Meloni.
La missione e il sogno
Il lancio è previsto nel 2027 con l’obiettivo di aprire la strada al ritorno dell’essere umano sulla Luna. Parmitano, in forze all’Agenzia spaziale europea (Esa), come annunciato dalla Nasa partirà insieme agli astronauti Randy Bresnik, Andre Douglas e Frank Rubio, tutti chiamati a effettuare una missione complessa e strategica, una specie di “volo di prova” con equipaggio in orbita terrestre. L’addestramento comincerà subito sui sistemi della navicella spaziale Orion e fornirà assistenza nello sviluppo e nelle operazioni delle versioni di prova dei moduli di atterraggio di Blue Origin e SpaceX, rispettivamente di Elon Musk e Jeff Bezos.
Le manovre di prova, modello Apollo 9
Accompagnato dalla moglie, Parmitano ha spiegato che «è una missione unica nel suo genere, riprende un po’ quello che successe con Apollo 9, che però era la nona missione. Per noi è la terza, la seconda con l’equipaggio, ed è la prima in assoluto in cui andiamo a sperimentare alcuni dei sistemi indispensabili per la Luna». Una «missione al 100% di sperimentazione e di test», in sintesi. «Inizialmente vedrà in orbita uno dei lender, dopodiché partiremo noi. Andremo a fare dei ricongiungimenti, ovvero delle manovre orbitali, anche in modalità manuale: porteremo l’astronave per andare vicini al lender, ricongiungerci al lender, permettere il passaggio degli astronauti da un’astronave all’altra». Poi «ci distaccheremo, voleremo intorno a lender per analizzare che tutto sia andato bene e ci allontaneremo».
Il ruolo dei due lender
«Il primo lender – ha chiarito l’astronauta – si distruggerà in atmosfera, ne partirà un altro e rifaremo le stesse manovre ma con procedure diverse, perché i due lender sono molto diversi, che stiamo disegnando da zero con l’equipaggio di terra. Una missione estremamente complessa – ha aggiunto – perché, mentre la prima, Artemis II, che è atterrata da poco e ha avuto tanto successo, coinvolgeva una sola astronave, con un profilo di missione relativamente semplice, noi abbiamo tre astronavi, tre centri di controllo, tre equipaggi di terra che devono tutti lavorare insieme in maniera coordinata per il risultato delle nostre manovre e della nostra missione. Da lunedì sarò probabilmente legato a doppia mandata al sedile dell’astronave per imparare tutto bullone per bullone».
Il Tricolore in dono
L’incarico di Parmitano «dà lustro all’intera nazione», ha tenuto a sottolineare la presidente del Consiglio, che ha consegnato all’astronauta l’esemplare cromatico ufficiale del Tricolore della Repubblica, custodito a Palazzo Chigi, che accompagnerà la missione Artemis III. Un simbolo dell’ingegno, dell’identità e dell’orgoglio italiano portato nello spazio.


