Trasferimenti dei «dublinanti» più efficaci

Il nuovo Patto punta a sostenere i Paesi di primo arrivo e a limitare i movimenti secondari verso il Nord Europa. Il trasferimento dei “dublinanti” nello Stato competente diventa più rapido: basta una notifica tramite Eurodac e il Paese destinatario non può rifiutare, ma solo proporre tempi o modalità diversi. L’accoglienza è garantita soltanto nello Stato in cui il richiedente deve restare, mentre criteri familiari più ampi possono trasferire la responsabilità a un altro Paese.

Le compensazioni

Una delle novità più rilevanti, è tuttavia, la possibilità di attuare i “responsibility offsets”, ovvero le “compensazioni mediante assunzione di responsabilità”. Questi ultimi sono compensazioni che permettono a uno Stato di assolvere parte dei propri obblighi di solidarietà assumendo l’esame di domande che spetterebbero al Paese di primo ingresso. In sostanza, se la Germania decidesse di esaminare la domanda di un richiedente già presente sul proprio territorio, rinunciando a trasferirlo all’Italia, paese di primo ingresso, questa assunzione verrebbe conteggiata come contributo di solidarietà.

Contributi di solidarietà

Il Patto affianca alle responsabilità un meccanismo permanente di solidarietà. Il Consiglio Ue ha fissato a 21mila ricollocamenti la soglia minima annuale o 420 milioni di euro, pari a 20mila euro per ogni ricollocamento non effettuato, da ripartire tra gli Stati in base a Pil e popolazione. I destinatari sono Italia, Spagna, Grecia e Cipro, Paesi definiti per quest’anno “sotto pressione” e beneficiari pertanto della riserva annuale di solidarietà.

Le verifiche

Dalla prima valutazione della Commissione europea del 15 luglio, a circa un mese dall’avvio delle nuove regole, emerge che Spagna e Cipro hanno superato la verifica, la Grecia resta monitorata nonostante i progressi, mentre sull’Italia pesava il mancato riavvio dei trasferimenti e il rifiuto delle prime 12 richieste. Roma aveva sospeso nel dicembre 2022 gli arrivi dei cosiddetti “dublinanti”, salvo le riunificazioni di minori non accompagnati, e le relative circolari non risultano formalmente revocate. La prossima valutazione è prevista entro il 15 ottobre.

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