Una settimana di lavoro regolare e poi una nuova interruzione delle attività di assemblaggio lungo la linea di montaggio delle Carrozzerie di Mirafiori. La direzione di Stellantis ha comunicato in tarda mattinata ai sindacati tre tre giornate di fermo produttivo per «mancanza di motori». Una situazione che alla ripresa ha interessato ad esempio anche le lavorazioni di Melfi, dove è operativa la piattaforma Stla Medium. Dal punto di vista industriale, la criticità sembra essere rappresentata dai motori ibridi, destinati ad avere un ruolo crescente sul mercato automobilistico.

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Per Edi Lazzi, segretario della Fiom di Torino e Gianni Mannori, responsabile della Fiom di Mirafiori dichiarano, «i problemi produttivi non sono stati stati risolti al ritorno in fabbrica e ci tocca constatare che dopo appena una settimana siamo già di fronte a fermi produttivi importanti. Sicuramente non è un buon biglietto da visita per il neo Ceo del marchio Fiat, Belloni». Il tema, per i sindacati, è duplice: da un lato la necessità di portare a Mirafiori un nuovo modello da produrre nell’immediato e l’investimento per una nuova linea di produzione nel prossimo futuro, sul modello di Pomigliano. Dall’altro risolvere i temi strutturali di approviggionamento delle linee.

Per la Fim Cisl, «l’Azienda deve rapidamente provvedere alla normalizzazione di questa situazione. E’ impossibile guardare con fiducia all’ultima parte dell’anno in questo contesto, per tutelare lo stabilimento di Mirafiori ed i suoi dipendenti serve stabilità» ribadiscono il segretario Rocco Cutrì e il responsabile automotive Igor Albera.

Sullo sfondo, pesa la preoccupazione sulla tenuta dei volumi e del mercato per la city car del Gruppo proposta oltre che in versione elettrica anche in versione ibrida. Una operazione che ha da un lato visto comunque recuperare volumi nella fabbrica storica del Gruppo – 30mila auto prodotte nel 2025, il 16,5% in più rispetto al 2024, con volumi raddoppiati nel primo semestre dell’anno a quota 36mila unità – restando però distanti dall’obiettivo 100mila auto prodotte nel corso dell’anno e stimate in una prima fase.

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