È scattata all’alba una vasta operazione del nucleo investigativo dei carabinieri del comando provinciale di Roma. Tredici le persone finite in manette tra cui, secondo quanto ha appreso l’agenzia LaPresse, l’ex boss della Banda della Magliana, Raffaele Pernasetti di 75 anni detto “er Palletta”, ora cuoco nel ristorante “Oio A Casa Mia” di proprietà del fratello nel quartiere del Testaccio. Nell’operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della procura della Repubblica di Roma, sono stati arrestati e portati in carcere anche Manuel Severa (già in carcere per l’omicidio di Cristiano Molè avvenuto al Corviale il 15 gennaio del 2024, ndr), Manolo Bardeglinu, Alessandro De Angelis, Claudio Di Lodovico, Simone Di Matteo, Danilo Livi, Fabrizio Marinucci e Daniele Medori. Agli arresti domiciliari sono finiti invece, Daria Di Silvestro, Manuel Peccia, Fabiola e Damiano Piacenti.

Tra gli indagati a piede libero anche Alessandro Capriotti, detto “il Miliardero” o “il Fornaro”, il cui nome emerse nelle indagini per l’omicidio di Fabrizio Piscitelli, alias “Diabolik”, l’ex capo degli Irriducibili della Lazio, ucciso nel parco degli Acquedotti ad agosto del 2019, e Alessandro Corvesi, l’ex giocatore della Primavera della Lazio che dopo il suo arresto per droga, voleva uccidere i due magistrati che indagavano su di lui.

Il quartier generale nel ristorante del fratello al Testaccio

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, Raffaele Pernasetti occupava, nell’organizzazione smantellata, il ruolo di broker e di mediatore per l’acquisto di grosse quantità di cocaina. Il quartier generale dove avvenivano gli incontri con gli affiliati all’associazione, sarebbero avvenuti all’interno del ristorante del fratello al Testaccio. Contestati i reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico, cessione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi e munizioni da guerra, ricettazione, lesioni personali gravi, estorsione, tentata rapina e tentato omicidio, alcuni dei quali aggravati dall’aver agito con modalità mafiose.

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