La decisione è stata formalizzata: Natuzzi avvia la procedura di composizione negoziata della crisi. Nel frattempo, l’azienda leader del distretto pugliese dei divani sposta temporaneamente in Romania la produzione delle linee riportate in Italia dalla Cina; sospende lo stabilimento Iesce 2 – destinato alla chiusura secondo i piani aziendali – e ferma, a partire dal secondo semestre 2026, anche quelli di Graviscella e Ps Santeramo, per il momento. Il 24 giugno poi, annunciano i sindacati ai lavoratori, verrà presentato un protocollo, preparato dal Governo, che «dovrebbe tenere in considerazione – si legge nella nota – le necessità espresse dall’azienda e le garanzie di stabilità dell’occupazione e rilancio della produzione in Italia richiesta dalle organizzazioni sindacali».
Come anticipato da IlSole24ore a metà maggio, la scelta di utilizzare lo strumento previsto a supporto delle aziende in difficoltà si affianca alla decisione di chiedere l’ingresso nel capitale di Invitalia: la due diligence è già stata avviata. La Natuzzi punta ad un piano di ristrutturazione di 12 mesi, «volto al risanamento della posizione finanziaria – spiegano in una nota – e al ripristino di un equilibrio economico-operativo sostenibile». La formalizzazione dell’avvio della procedura di composizione negoziata della crisi arriva quasi un mese dopo la chiusura della complessa trattativa sindacale per innalzare la cassa integrazione al 62% in media – dopo un’iniziale proposta dell’80% – e favorire esodi volontari, con uno stanziamento di sei milioni di euro. Ora dal quartier generale di Santeramo fanno sapere che il programma di uscita è rivolto sino ad un massimo di 120 persone: all’inizio gli esodi annunciati erano stati 476.
Insieme a queste misure, finalizzate al contenimento delle perdite, il gruppo – a quanto emerge dall’incontro – si impegna ad una «profonda revisione del proprio modello operativo, organizzativo e industriale». Il gruppo è gravato da perdite di quasi il 30%, come già indicato nella relazione alla Sec, l’autorità di controllo della borsa americana dove Natuzzi è quotata: 298 milioni di fatturato nel 2025, con un calo per l’esattezza del 27,3% rispetto ai 410,8 mln del 2018. «In relazione alla marginalità, le perdite operative – scrivono – sono raddoppiate negli ultimi tre anni arrivando a toccare quota -19,4 milioni nel 2025». In Romania, coma paventato dai sindacati, vengono spostate, sia pur temporaneamente stando all’annuncio, le produzioni di fascia medio bassa che erano in Cina fino a 18 mesi fa. Tutti interventi, secondo il gruppo, necessari per «arrestare le perdite, consentendo il progressivo superamento del ricorso alla cassa integrazione e garantendo al contempo la continuità operativa dell’impresa». Da lì poi vorrebbero far partire una fase di rilancio.

