Ma l’innovazione non consiste soltanto nel sostituire i macchinari. Il frantoio può diventare lo snodo tecnologico della filiera: il luogo nel quale si governano qualità e tempi di lavorazione, conservazione, tracciabilità, efficienza energetica e valorizzazione dei sottoprodotti. Ed è anche da qui che può partire una maggiore integrazione con confezionamento e commercializzazione.
Dal Cofiol al biologico, i nuovi modelli
Una strada è quella dell’aggregazione. Cofiol, il Consorzio della filiera olivicola, mette insieme sei stabilimenti di confezionamento, una rete di 50 frantoi, oltre 200 aziende agricole e più di 5 mila piccoli coltivatori, collegando produzione, trasformazione e commercializzazione. Un modello che prova a dare massa critica a un sistema caratterizzato da una forte frammentazione.
C’è poi il patrimonio del biologico: il 33,1% della superficie olivicola siciliana è coltivata con metodo bio, contro una media italiana del 29,3%. Anche qui la questione è economica: trasformare una caratteristica distintiva della produzione in un differenziale di valore riconosciuto dal mercato.
Di questi temi si discuterà già nella giornata inaugurale del Tesolio. Al confronto sui nuovi orizzonti del comparto e sulla solidarietà di filiera parteciperanno, tra gli altri, l’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino e Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia di UniCredit, insieme ai rappresentanti del mondo produttivo, della distribuzione e delle istituzioni. Sul fronte dell’innovazione tecnologica interverranno inoltre esperti e docenti del settore, tra cui Tiziano Caruso, Agnese Taticchi e Alessandro Leone, nel quadro del Pieralisi Day dedicato alle tecnologie applicate ai frantoi.
Barbera: «La sfida è fare sistema»
«L’Isola del Tesolio nasce dalla convinzione che il futuro dell’olio EVO siciliano non si costruisca soltanto nei frantoi o negli uliveti, ma nella capacità di fare sistema, di creare relazioni e di trasformare la straordinaria qualità delle nostre produzioni in valore riconosciuto sui mercati e nella cultura dei consumatori – precisa Manfredi Barbera, CEO di Manfredi Barbera e Figli S.p.A. – la Sicilia ha tutto ciò che serve per essere protagonista: cultivar uniche, territori straordinari, competenze e una storia millenaria. Oggi la sfida è rafforzare i legami lungo la filiera, investire in innovazione e formazione e aprirsi sempre di più ai mercati internazionali. L’Isola del Tesolio vuole essere proprio questo: un luogo in cui la filiera si incontra, si racconta e disegna ciò che verrà.»

