Più di cento passeggeri – 124 per la precisione, il 78% – domenica 12 aprile sono rimasti a terra all’aeroporto di Milano Linate senza riuscire a imbarcarsi su un volo EasyJet per Manchester a causa delle lunghe code per il nuovo sistema d’ingresso elettronico alle frontiere per i cittadini extra-europei (il cosiddetto Entry/Exit System o Ees), introdotto anche per quelli del Regno Unito dopo la Brexit.
Lo hanno riportato i media britannici, citando alcuni protagonisti di questa disavventura.
La compagnia low-cost ha ritardato il decollo di 52 minuti per consentire a quanti più passeggeri possibile di superare i controlli, ma l’aereo è stato costretto a partire quando l’equipaggio ha raggiunto il limite massimo di ore di servizio consentite dalle normative sulla sicurezza.
Dei 156 passeggeri previsti, solo 34 sono riusciti a salire a bordo.
Tra chi è rimasto a terra, Max Hume, 56 anni, la moglie Lynsey, 46 anni, e il figlio tredicenne Archie, che erano di rientro in Inghilterra, come molti altri, dopo una vacanza. “Siamo sfiniti e delusi”, ha detto Hume, costretto a prenotare un altro volo per poter tornare a casa con la famiglia.

