Allo stato, nel corso delle prime analisi svolte sui device sequestrati a Salim El Koudri, il 31enne che ieri a Modena ha travolto diversi passanti, non emergerebbero elementi che facciano pensare a percorsi di radicalizzazione o legami con gruppi jihadisti. È quanto si apprende da fonti investigative. L’ipotesi prevalente, al momento, resta dunque quella di un gesto riconducibile ai problemi mentali di cui l’uomo soffre e di cui è stato in cura.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella oggi visiterà i feriti nel grave episodio di sabato 16 maggio. In mattinata è atteso all’Ospedale Baggiovara e a Bologna all’Ospedale Maggiore. Anche la premier Giorgia Meloni ha modificato il viaggio istituzionale a Cipro per recarsi a Modena. Ci saranno anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il capo della Polizia-direttore generale della pubblica sicurezza Vittorio Pisani. I due si recheranno in prefettura. Al Baggiovara Luca Signorelli, l’uomo che ha contribuito a fermare El Koudri accolto con un applauso. «Grazie, grazie», risponde lui.
Salim El Koudri, nato nella Bergamasca, in cura per problemi psichiatrici, ha falciato alcune persone con l’auto a folle velocità e ha accoltellato un passante che cercava insieme ad altri di bloccarlo. È accusato di strage e lesioni, ma non di terrorismo. Otto i feriti. La sorella di uno di un loro: «Si ricorda tutto. Ha visto persone saltare per aria». Quattro in gravi condizioni, a due sono state amputate le gambe. C’è chi prova a cavalcare in chiave politica l’accaduto. La Lega propone di cambiare la legge sul permesso di soggiorno: «Il permesso di soggiorno ad un immigrato è un atto di generosità e fiducia: se questa fiducia viene tradita, revoca del permesso ed espulsione devono diventare la regola». Ma Salim El Koudri era cittadino italiano.

