L’attualità di san Francesco
Il Papa ha proseguito spiegando i motivi per cui la figura di san Francesco rimane così attuale e importante per i fedeli anche otto secoli dopo la sua morte: la ragione per cui «ci attrae ancora sta nella magnifica umanità che lo portò ad abbandonare le vie già tracciate, perché se ne aprisse una nuova, più coerente».
Questo, «anche in una città già da secoli cristiana, come Assisi, apparve rivoluzionario. La scelta di Chiara risultò ancora più impressionante: una ragazza che voleva essere come Francesco, che voleva vivere, da donna, libera come quei fratelli! È l’energia del cristianesimo, quella dei suoi inizi e delle sue molteplici ripartenze».
Contro la «cultura della potenza»
Leone ha concluso affermando che «si può non essere compresi, persino da quelli di casa, come avvenne a San Francesco. Eppure, sottrarsi alla cultura della potenza e abbattere i muri che separano fra loro gli esseri umani non è mai tradire la famiglia, la città, la tradizione, ma liberarle dai loro fantasmi, da nemici inventati per paura e ignoranza, dalla violenza con cui si vorrebbe imporre il proprio piccolo ordine su una realtà che da ogni parte ci supera» e ha ribadito l’importanza di «ritrovare un mondo di fratelli e sorelle da apprezzare e servire, non da sfruttare e dominare. Non un mondo da difendere, ma da abbracciare».
Proprio per questo il Pontefice ha esortato i giovani a votarsi «alla civiltà dell’amore, di cui avete incontrato i germogli in tanti esempi di gratuità, e che trasfigura – a immagine di Cristo – innumerevoli operatori di pace anche oggi impegnati a servire la vita nei più tragici scenari di morte. Unite le migliori energie della vostra magnifica umanità – gli studi, le competenze, il lavoro, le amicizie, l’amore, la preghiera – attualizzando in modi diversi la visione di Francesco».
