«I tassi di mercato cambiano tutti i giorni. Io faccio il confronto fra i tassi del 27 febbraio, giorno antecedente l’inizio della nuova grossa guerra mediorientale, e quelli di un mese e mezzo dopo. Sono germogliati i tassi dei titoli di Stato, sono germogliati i tassi interbancari, quindi il germoglio c’è già stato. È chiaro che è un germoglio e che è un andirivieni, perché ci sono dei giorni in cui crescono, dei giorni in cui calano, sulla base delle speranze evolutive. Le banche centrali normalmente seguono e non precedono gli andamenti di mercato, quindi abbiamo interrogativi forti: speriamo che non siano drastici». Nel contesto di crescente incertezza si fa ancora più urgente un piano interventi per sostenere la crescita dell’economia.

«Bisogna fare una nuova iniziativa simile al Pnrr dando nuova spinta e nuova fiducia all’Europa che è al di fuori dei conflitti bellici e quindi non solo ha delle prospettive diverse in termini di relazioni internazionali, ma può essere molto più fortemente e ulteriormente attrattiva».

Secondo il banchiere, «l’Unione Europea nel momento della crisi pandemica ha avuto una grande spinta. E di questa grande spinta l’Italia si è avvantaggiata molto: quindi l’Europa oggi deve essere consapevole che, soprattutto nelle zone del Mediterraneo, c’è un livello di rischi superiore, quindi non bisogna aspettare che i rischi aumentino».

In generale, secondo Patuelli, «ci aspettano delle incertezze, degli interrogativi e bisogna abituarsi a un mondo che ha molti più interrogativi di quelli che avevamo negli anni passati. È un approccio metodologico e culturale al quale dobbiamo avvicinarci, non pensando che sia un’eccezione, ma pensando invece che in una società che è in una fase di trasformazione molto forte ci possono essere strutturalmente molti più interrogativi rispetto a quelli a cui siamo abituati».

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