«Da giugno le merci che viaggino via mare dovranno fare i conti con un incremento dei costi di trasporto che supererà il 44%». Il caro trasporti mette in crisi le produzioni industriali e l’occupazione in Sardegna. Da giugno le merci che viaggino via mare dovranno fare i conti con un incremento dei costi di trasporto che supererà il 44%. A lanciare l’allarme, chiedendo un intervento urgente della Regione «per dare soluzione all’inarrestabile incremento del costo sostenuto dalle imprese per il trasporto delle merci».
Tra Ets e e Conflitto in medio oriente
«Ai già segnalati impatti negativi che la Direttiva europea sull’Ets marittimo sta determinando sulle imprese dell’isola – scrivono le due organizzazioni-, in queste settimane l’incremento dei costi dei carburanti conseguente al conflitto in Medio Oriente sta rendendo ancora più evidente la condizione di disparità e insostenibilità subita dal sistema economico regionale».
Punto di partenza il fatto che tutte le merci e i prodotti che viaggiano via mare da e per la Sardegna «hanno oramai consolidato un maggior costo per il trasporto che, da giugno, supererà il 44%». «Tale spesa aggiuntiva, incrementata dal caro carburante e dalla prossima entrata in vigore dell’ETS2 – scrivono -, si sta riverberando sui trasportatori, sulle imprese e, inevitabilmente, sul consumatore finale con effetti inflattivi devastanti per l’economia dell’isola».
Con il risultato che le imprese dell’isola, rischiano di perdere competitività in un sistema che diventa irreversibile. «Da oltre un anno le Associazioni di categoria segnalano che settori strategici per la Sardegna, come il manifatturiero, il lapideo, l’agroalimentare, la logistica, il trasporto – aggiungono ancora -, operano oramai in condizioni di inconcepibile difficoltà rispetto ad altre regioni italiane ed europee che, invece, hanno già approntato strumenti di sostegno e compensazione per le loro imprese».

