II consumi di vino saranno in inesorabile calo ma il vino e soprattutto lo spumante di qualità continua a mantenere un forte appeal al punto da finire anche nelle mire dei criminali. Nella notte tra il 28 e il 29 giugno nella cantina piemontese di Banfi (etichetta celebre soprattutto per il Brunello di Montalcino che proprio Castello Banfi a partire dai primi anni ’80 ha portato alla ribalta internazionale) sono state rubate oltre 3mila bottiglie di Alta Langa Docg. Il danno stimato è di centinaia di migliaia di euro.
Il furto è avvenuto precisamente nella cantina di Strevi in provincia di Alessandria.
Banfi: i ladri sapevano come muoversi, scelte bottiglie di pregio
«Il furto di interi bancali – spiegano dall’azienda Banfi – lascia intendere che i ladri sapessero esattamente come muoversi. Infatti, hanno selezionato con molta cura le bottiglie, scegliendo diverse referenze di Alta Langa, dalla Cuvée Aurora e Cuvée Aurora Rosé alla Riserva 100 Mesi».
Appello ai consumatori perché segnalino anomalie sul mercato
«Da anni investiamo in sistemi di rintracciabilità dei nostri prodotti – spiega il presidente di Banfi, Rodolfo Maralli – e, in particolare, delle etichette di punta come l’Alta Langa. Le bottiglie sottratte sono quindi identificabili e potenzialmente rintracciabili lungo la filiera: un elemento che potrà rivelarsi determinante per le indagini e che rende più difficile la loro eventuale commercializzazione. Abbiamo deciso di rendere pubblica la notizia per chiedere la collaborazione di clienti, operatori del settore e cittadini. Qualora le bottiglie dovessero comparire in contesti insoliti o attraverso canali di vendita non riconducibili a quelli ufficiali, invitiamo a segnalarlo alle autorità competenti o all’azienda. Ogni informazione potrà contribuire a ricostruire il percorso delle bottiglie rubate e a favorire l’individuazione dei responsabili».
Alta Langa Docg da dieci anni crescita del 10% l’anno
L’Alta Langa Docg è uno spumante metodo classico con una lunga storia: frutto di una sperimentazione avviata a metà dell’Ottocento da Carlo Gancia ma solo in tempi recenti ha conosciuto una importante fase di riscoperta prima e di affermazione poi. La Doc è arrivata nel 2002 e la Docg nel 2011. Alla prima vinificazione nel 1996 i produttori erano 7, oggi sono un centinaio 90 dei quali associati al consorzio di tutela. Gli ettari di vigneto sono 490 e la produzione ha superato nel 2024 quota 2 milioni di bottiglie. Un’etichetta che da dieci anni cresce al ritmo del 10% l’anno. Nel panorama del vino italiano che sconta più di una difficoltà di mercato l’Alta Langa Docg va annoverato tra le eccezioni: un vino che va – letteralmente – a ruba.

