Quel valore che le banche riconoscono ai loro azionisti va riconosciuto anche a chi lo produce, ossia ai lavoratori e alle lavoratrici che sono in attesa del rinnovo del loro contratto di lavoro. «Ci aspettiamo una risposta concreta sugli stipendi», premette il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni. E la premessa è parte integrante di tutti i ragionamenti di questi mesi in cui il dialogo con Abi non si è mai interrotto. Ma non sta dando i risultati attesi dai sindacati.
Sileoni come si sta sviluppando il negoziato sul rinnovo del contratto?
Con troppa lentezza. Le grandi operazioni bancarie stanno assorbendo l’attenzione dei gruppi e pesano sulla trattativa. Spesso però diventano un alibi. Ma i lavoratori non possono restare in sala d’attesa mentre si decide il futuro delle banche.
Che cosa potrebbe sbloccare questa situazione?
Un mandato chiaro al Casl (Comitato affari sindacali e del lavoro, ndr) dell’Abi e una proposta concreta sugli stipendi. Dopo le analisi di scenario, servono scelte. Se, concluse le operazioni straordinarie, il contratto non arriverà, la conflittualità rischierà di spostarsi nei gruppi proprio mentre dovranno realizzare le integrazioni.

