Da oggi le aziende di luce e gas non potranno più contattare i consumatori senza un esplicito consenso. Si tratta di una delle novità previste dalla stretta sul telemarketing contenuta nel decreto Bollette. Il provvedimento, che mira a tutelare i cittadini nei confronti di pratiche commerciali aggressive e sleali, è stato convertito in legge lo scorso aprile dopo aver completato l’iter di esame prima alla Camera e poi al Senato.
Per ora le misure riguardano solo il settore energetico: la parte del decreto Accise che prevedeva l’estensione della norma al settore delle telecomunicazioni è stata eliminata dal Governo che ha raccolto le osservazioni giunte dal Colle sulla mancanza di omogeneità di alcune norme, proprio come quella sul telemarketing.
Cosa cambia
La stretta prevede il divieto per i call center di concludere contratti energetici per telefono a meno che non sia il consumatore a chiamare o a chiedere esplicitamente di essere ricontattato. I call center, quindi, durante le telefonate dovranno limitarsi a fornire informazioni ma non potranno più fare firmare contratti, che saranno considerati nulli senza un consenso specifico dell’utente a essere contattato.
Il provvedimento si era reso necessario per arginare la diffusione di pratiche sleali e moleste. Nonostante il filtro anti-spoofing introdotto da Agcom a novembre 2025 – che nei primi 11 giorni di attività ha bloccato oltre 49 milioni di chiamate illecite da numerazioni mobili italiane, pari a circa il 56% del totale delle chiamate da rete mobile con numero italiano – il fenomeno non si era arrestato.
Una «rivoluzione per i consumatori»
Con l’introduzione di queste norme, spiega il Codacons, «scatta una rivoluzione per i consumatori, che interessa sia l’odioso fenomeno del telemarketing, sia gli acquisti online». L’associazione ricorda che «diventano a tutti gli effetti operative alcune misure introdotte lo scorso aprile col decreto Bollette che mirano a tutelare i consumatori dal telemarketing aggressivo. Gli operatori del settore luce e gas, se vorranno inviare messaggi commerciali o proporre al telefono contratti di fornitura, potranno farlo solo se l’utente ha fornito espresso consenso».

