Il traffico aereo europeo cresce e quello italiano si conferma uno dei mercati più dinamici dell’intero continente. L’obiettivo, come annuncia Pierluigi Di Palma, presidente dell’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac), è passare dagli attuali 230 milioni di passeggeri a 305 milioni entro il 2035.
Il mercato italiano
I dati contenuti nel Fact Book 2026 – il rapporto annuale del Centro Itsm – Iccsai Transport and Sustainable Mobility – lasciano ben sperare sulle possibilità di raggiungere questo traguardo. Nel nostro Paese, infatti, nel 2025 è stata registrata una crescita del traffico passeggeri del 5%, un punto percentuale in più rispetto alla media europea. E il trend positivo non sembra destinato a interrompersi nel 2026: fino ad aprile, l’aumento è stato del 4,2 per cento.
Sul territorio nazionale sono presenti otto scali che registrano oltre 10 milioni di passeggeri. Roma Fiumicino, che ha superato la soglia dei 50 milioni, si posiziona al settimo posto nella graduatoria europea. Sono in miglioramento anche i collegamenti intercontinentali diretti dall’Italia, pur permanendo un divario rispetto ai maggiori mercati europei.
Appare invece meno solido il settore merci italiano, che – complici le tensioni internazionali e i prezzi dell’energia – è cresciuto dell’1,7%, a fronte di una media europea del 3,6% e anche nei mesi iniziali del 2026 mostra segnali di rallentamento. Sono positivi però i dati su Milano Malpensa, che ha registrato una crescita del 4,3 per cento.
A conferma della rilevanza della quota di mercato in termini di capacità offerta delle compagnie low-cost – che in Italia incidono per il 57,2% sul domestico e per oltre il 60% sui collegamenti europei – Ryanair nel 2025 rimane il principale vettore europeo con più di 200 milioni di passeggeri.

