Più che rivali, sono cugini. Non in concorrenza ma discipline complementari. Una, lo yoga, ha una storia millenaria, l’altra, il pilates, giusto un secolo, ma riescono ad accomunare chi si avvicina alla pratica. Due discipline che registrano una crescita importante in fatto di praticanti e appassionati. E che, nel caso dello yoga oggi (21 giugno) vedrà migliaia di persone riunirsi in affollati ma silenziosi eventi.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

In 5 mila a Roma

Dallo stadio della Farnesina a Roma (zona ponte Milvio), alle spiagge, continuando con parchi e piazze. «Il fenomeno è costantemente in crescita – dice Giancarlo Miggiano, maestro di Yoga certificato Csen -, si tratta di una attività adatta a tutti, anche perché porta con sé varie forme di pratica. Molto spesso si pensa lo yoga con pratiche ascetiche immobile per ore o con cose difficilissime con forme del corpo molto sfidanti. ci sono pratiche diverse con lavoro fisico leggero o intenso, ma la cosa interessante è che tutte le pratiche portano alla interazione con se stessi. E danno un benessere non solo fisico».

6 milioni di praticanti in Italia

Benché non esista una federazione ufficiale, ma associazioni private e sodalizi affiliati agli enti di promozione sportiva, i numeri di questa disciplina sono comunque alti. «In Italia dovremmo essere circa 6 milioni – aggiunge -. Per il 21 giugno abbiamo riscontri sorprendenti. Per l’iniziativa di Roma ci aspettiamo 5 mila persone. Un evento eccezionale con tutte queste persone che si riuniscono nello stesso posto. Nello stesso giorno avremo dall’altra parte del mondo altre iniziative simili.

C’è poi la questione degli improvvisati, ossia chi insegna senza una formazione adeguata. «Purtroppo, in questo caso, chi ci rimette sono gli allievi e le persone che si affidano a chi non ha competenza. Quando si compie un movimento fisico si devono conoscere i risvolti posturali, fisiologici, se uno ha una infiammazione allo sciatico ci si deve comportare in un modo preciso».

L’economia

Attorno alla pratica dello Yoga che da più parti si vorrebbe far riconoscere dal Coni come pratica sportiva, c’è anche un universo economico. «Pensiamo ai tappetini – continua ancora il maestro -, prima il prezzo era di 10 euro, oggi si arriva anche a 200 euro perché ci sono quelli firmati, e molto più “sofisticati” rispetto ai primi.

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