IL PUNTO – Zelensky all’Onu: “Putin è il paziente zero della guerra, va fermato prima dell’inverno”

Dal podio dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha pronunciato un discorso segnato dall’orgoglio e dalla fermezza, rivendicando la capacità dell’Ucraina di resistere, difendersi e contrattaccare a cinque anni dall’inizio dell’invasione russa. Utilizzando una metafora sanitaria, il leader di Kiev ha definito Vladimir Putin come il “paziente zero” di questo conflitto, un male contagioso che va fermato privandolo dello spazio d’azione e delle risorse economiche per evitare che si diffonda ulteriormente in Europa e nel mondo.

Zelensky ha denunciato la portata globale del coinvolgimento militare di Mosca, rivelando che il Cremlino sta impiegando combattenti provenienti da 47 Paesi e rivolgendo un appello diretto ai rispettivi governi affinché non permettano a Putin di trascinare i loro cittadini nella guerra. Nel tracciare il bilancio del conflitto, il presidente ucraino ha ricordato la dura realtà dei numeri: negli ultimi otto mesi la Russia ha subito circa 248.000 perdite tra morti e feriti gravi, mentre sul territorio ucraino sono stati lanciati oltre 2.000 missili e 63.000 droni. Zelensky ha evidenziato l’irragionevolezza delle ambizioni territoriali di Mosca, sottolineando che a Putin non bastano nemmeno 17 milioni di chilometri quadrati e chiedendo alla platea internazionale se sia davvero possibile immaginare il leader russo capace di vivere senza un conflitto.

Il racconto di Zelensky ha dipinto la resilienza di una nazione che continua a difendersi dai continui raid aerei – uno dei quali ha colpito la sede del suo partito a Kiev proprio mentre interveniva al Palazzo di Vetro – incrementando la produzione propria di armamenti attraverso il programma missilistico Freyia e condividendo competenze difensive anche con i Paesi coinvolti nelle tensioni in Medio Oriente. Pur evidenziando il ruolo determinante delle sanzioni internazionali nel limitare i profitti di Mosca, il leader ucraino ha lanciato un monito per i mesi freddi: di fronte al rischio di un inverno durissimo, l’Ucraina renderà la stagione rigida anche per la Russia, rendendo fondamentale raggiungere una de-escalation e una tregua energetica prima dell’arrivo del gelo.

L’intervento si inserisce in un quadro diplomatico in rapida evoluzione, contrassegnato dagli sforzi del presidente statunitense Donald Trump per trovare una svolta al conflitto. A margine dei lavori ONU, il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha incontrato il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, consegnandogli l’invito ufficiale per Vladimir Putin a partecipare al vertice del G20 previsto a Miami nel mese di dicembre. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha accolto con favore l’invito della Casa Bianca, pur precisando che la decisione verrà presa per via diplomatica e ricordando che un eventuale faccia a faccia diretto tra Putin e Zelensky – a cui il presidente ucraino si è detto pronto “in qualsiasi momento” – potrebbe avvenire solo a Mosca. Restano tuttavia scettiche le parti sulla possibilità di un imminente negoziato di pace, mentre si guardano i prossimi appuntamenti internazionali, come il vertice APEC di Shanghai e i dialoghi tra Washington e Pechino, per sollecitare una maggiore pressione della Cina sul Cremlino.

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