Come la luce delle stelle, i fenomeni demografici si vedono con anni di ritardo: le emergenze attuali nascono da tendenze avviate da tempo, e l’assistenza dei prossimi vent’anni è già leggibile nei numeri
Attorno al 2045 le generazioni del baby boom passeranno da fornitrici a destinatarie di cura, con meno figli su cui contare e più spesso da sole. Già oggi il 14% degli over 65 trascorre una settimana senza contatti con altre persone, il 32% fra gli ultra 85enni. Leggere per tempo questi dati consente di affiancare alla gestione delle emergenze una riforma dell’assistenza: ruoli professionali, caregiver, strumenti digitali, servizi al posto dei trasferimenti.
La luce delle stelle
La luce delle stelle che osserviamo è partita molto prima di raggiungerci: ciò che vediamo è l’immagine di eventi già accaduti. Lo stesso vale per molti fenomeni sociali, che si rendono visibili nei loro effetti a distanza di anni. La demografia ne è l’esempio più chiaro. Le persone che avranno bisogno di assistenza nei prossimi vent’anni sono già nate e, in larga parte, sono già adulte.
Oggi il dibattito pubblico è costretto a concentrarsi sulle criticità immediate: la carenza di medici e infermieri, le emergenze organizzative, il rimborso dei farmaci. È la conseguenza di fenomeni rimasti inosservati quando si originavano: negli ultimi quindici anni il bisogno di assistenza è cresciuto con l’invecchiamento, mentre le risorse, a partire dal personale, non lo hanno seguito. Queste criticità vanno risolte per prime; la loro soluzione è però il presupposto per affrontare l’avvicendamento delle coorti.
I caregiver di domani
Le generazioni del baby boom sostengono oggi gran parte del lavoro di cura: i caregiver familiari sono 12,3 milioni, un adulto su quattro. Secondo le previsioni Istat, i 65-74enni passeranno da 7 a 9 milioni entro il 2039. Nello stesso periodo la popolazione fra 50 e 64 anni, la fascia dei figli che oggi assiste i genitori, si ridurrà di un quarto. Per ogni 100 persone di questa età, gli over 85 passeranno da 17 nel 2025 a 31 nel 2045. Fra il 2039 e il 2047 chi oggi assiste diventerà destinatario di cura, con meno figli su cui contare e più spesso da solo: gli over 65 che vivono soli saliranno da 4,6 a 6,6 milioni nel 2050. Una quota crescente dell’assistenza sarà prestata da anziani ad altri anziani, e la parte che le famiglie non potranno assorbire si trasferirà sui servizi formali.

