L’effetto più evidente nel mondo finanziario del risultato delle elezioni americane di metà mandato lo vediamo sicuramente sul prezzo del petrolio, che dopo essere sceso ieri di 9 dollari in un giorno oggi si riassesta, sui 95 dollari al barile. Più articolate invece le ricadute sui mercati azionari: in Europa il mood è ancora positivo, con i listini principali che aprono tutti in contenuto rialzo. Milano a +0,37%, salgono di quasi l’1% Parigi e Londra, Francoforte a +0,4%. Su Piazza Affari pesano i petroliferi e i tecnologici, mentre restano positive le banche, l’auto e il lusso.
In Asia invece l’effetto è principalmente negativo, a causa dello scivolone dell’high tech e in particolare del comparto dei microchip. Perché il risultato sfavorevole ai repubblicani potrebbe frenare, anche bruscamente, l’avanzata dei data center, con diversi governatori neo eletti che già parlano di moratorie sulle nuove costruzioni. Giù quindi i produttori di hardware, a Seoul e a Tokyo, ma anche i grandi conglomerati finanziari del settore tecnologico, come la giapponese Softbank che perde quasi il 7%. Unica eccezione, le società del tech cinese, che invece corrono, spingendo la Borsa di Hong Kong avanti di quasi il 4%.

