Agli automobilisti è stato detto ripetutamente di non mettersi in viaggio. Agli autotrasportatori ci hanno pensato la Prefettura di Verona e le autorità di Trento e Bolzano, vietando la circolazione dei mezzi pesanti lungo l’autostrada del Brennero (A22), già a partire dalle ore 9 di sabato 30 maggio, in direzione Nord (confine di Stato). L’intero Nord Est è in fibrillazione. Il più importante corridoio alpino che unisce l’Italia all’Europa sarà sottoposto a uno stress senza precedenti. Una chiusura totale del transito sul lato austriaco (A13), tra il casello di Schönberg e il confine di Stato con l’Italia, dalle ore 11 alle 19, è destinata a provocare ripercussioni su tutta l’arteria, fino a Verona. Saranno chiuse anche la strada statale e la viabilità locale, riservata ai residenti. La protesta nasce dai sindaci del Nord Tirolo, interpreti del malcontento delle popolazioni locali per gli eccessi del traffico, soprattutto pesante, che causano inquinamento e rumore.
La protesta dei comuni austriaci
Capofila della protesta, il sindaco di Matrei am Brenner, centro di meno di mille abitanti della Wipptal, a Sud di Innsbruck. Nel mirino dei tirolesi ci sono i 2,5 milioni di Tir, che ogni, transitano lungo questo tratto di autostrada, già interessato da numerosi divieti e limitazioni alla circolazione imposti dall’Austria e contro cui l’Italia ha depositato un ricorso alla Corte di Giustizia europea (la sentenza dovrebbe arrivare entro fino anno). «In Tirolo viaggia il triplo del Tir rispetto all’intera Svizzera» dicono gli organizzatori della protesta. A nulla sono valsi i ripetuti appelli, anche da parte delle autorità di Vienna, per fermare la manifestazione ambientalista. La protesta dovrebbe consistere in una catena umana e in una lunga e lenta marcia, che determinerà non solo la chiusura del tratto austriaco dell’autostrada, ma anche della viabilità secondaria, per evitare che il blocco dell’autostrada provochi un riversamento del traffico nell’intera valle. In Alto Adige l’autostrada A22 del Brennero sarà chiusa in direzione nord a partire da Vipiteno dalle ore 10,30 alle 20 di sabato 30 maggio, ma in presenza di forti code la chiusura potrebbe essere anticipata ed estesa fino ai caselli di Bressanone, Chiusa o Bolzano.
L’allarme delle imprese
Le imprese italiane, con il sistema confindustriale che si è mosso da tempo per denunciare i rischi collegati a questa protesta, guardano con estrema preoccupazione alla giornata di sabato 30. «Il Brennero rappresenta un’infrastruttura fondamentale per le filiere dell’economia italiana: ogni restrizione strutturale lungo questo corridoio genera effetti economici diffusi lungo l’intera catena del valore, incidendo sui tempi di consegna, sulla continuità delle forniture, sui costi logistici e, quindi, sulla competitività delle filiere produttive e manifatturiere, mentre rallenta i processi operativi delle aziende di autotrasporto merci e logistica» sostiene il presidente di Anita, Riccardo Morelli.
La Fiap (autotrasporatori professionali) riconosce il diritto alla manifestazione e al confronto democratico, ma ritiene necessario che i grandi corridoi europei Ten-T vengano gestiti attraverso strumenti condivisi a livello europeo, in grado di garantire equilibrio tra sostenibilità ambientale, diritto alla mobilità e continuità economica. Dice Alessandro Peron, segretario Fiap: «L’Europa non può parlare di mercato unico e poi accettare il blocco o la paralisi delle sue principali direttrici strategiche». Per Maurizio Fugatti, presidente della Provincia autonoma di Trento, «il Brennero non è solo un passo ma il cuore del corridoio alpino europeo: bloccarlo significa creare gravi disagi per imprese e automobilisti, sia in autostrada sia sulla viabilità ordinaria. Pur garantendo il diritto a manifestare, le modalità di questa protesta sono inaccettabili».

