Continua il muro contro muro sul Ddl di riforma della legge sulla caccia, la 157 del 1992 provvedimento che è all’esame della Commissione Agricoltura della Camera ed è già stato approvato al Senato. Da un lato le opposizioni che hanno presentato al Ddl 1552 oltre un milione di emendamenti. Dall’altro il mondo agricolo, particolarmente danneggiato dalla fauna selvatica, che nelle audizioni alle commissioni parlamentari ha confermato il proprio sostegno al progetto di riforma.

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Un milione di emendamenti dalle opposizioni

«Abbiamo depositato 1 milione di emendamenti al ddl caccia. Un milione di ragioni per contrastare il folle progetto del governo, che non intende regolamentare la caccia, ma devastare animali e natura. Perché quando una legge mette in pericolo il patrimonio naturale del nostro Paese, non basta dire ’NO’. Bisogna fare tutto il possibile per fermarla». Lo hanno comunicato in un video pubblicato sui canali social del M5S i parlamentari del Movimento Sergio Costa, Alessandro Caramiello, Carmen Di Lauro, Ilaria Fontana, Gisella Naturale e Susanna Cherchi, insieme ai rappresentanti delle associazioni Alessandro Polinori (LIPU), Dante Caserta (WWF Italia), Annamaria Procacci (ENPA) e Massimo Vitturi (LAV).

Per il Pd provvedimento sbagliato nel metodo e nel merito

Sulla stessa lunghezza d’onda il Partito Democratico che ha depositato esclusivamente emendamenti soppressivi alla riforma della legge sulla caccia approvata dal Senato spiegando che «per noi il provvedimento è inemendabile, sbagliato sia nel metodo che nel merito». «La legge 157/1992 – hanno spiegato i componenti del Pd della Commissione Agricoltura della Camera Antonella Forattini, Stefania Marino, Nadia Romeo, Andrea Rossi, Stefano Vaccari – è stata il frutto di un lungo confronto tra tutti i portatori di interesse, una mediazione politica capace di conciliare tutela della biodiversità, produzioni agricole e regolamentare l’attività venatoria. Questa riforma, al contrario, è un’iniziativa unilaterale della maggioranza, arrivata da Palazzo Chigi senza alcuna concertazione».

Riforma indispensabile invece per gli agricoltori

Su un fronte opposto invece le organizzazioni agricole che sono state audite in Commissione Agricoltura sul ddl. «Questa deve essere la legislatura che riforma la legge 157/92, gli agricoltori non possono più aspettare». A dirlo senza mezzi termini la Cia-Agricoltori italiani nel corso dell’audizione alla Camera.

Cia Agricoltori italiani: la fauna selvatica è un’emergenza nazionale

«La fauna selvatica – hanno aggiunto dalla Cia – non è più una questione marginale, ma un’emergenza nazionale che mette a rischio produzioni agricole, reddito delle imprese, sicurezza dei cittadini e presidio del territorio. Dopo oltre trent’anni, l’attuale normativa non è più in grado di rispondere ai profondi cambiamenti intervenuti sul piano agricolo, ambientale e faunistico. La riforma rappresenta quindi un passaggio non più rinviabile per costruire un sistema di gestione realmente efficace della fauna selvatica, che riconosca pari dignità alle esigenze ambientali e agli interessi produttivi, ascoltando chi ogni giorno vive e tutela il territorio. E’ necessario arrestare la proliferazione incontrollata degli ungulati, a partire dagli oltre 2 milioni di cinghiali presenti in Italia, responsabili di circa l’80% dei danni all’agricoltura e di centinaia di incidenti stradali ogni anno».

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