«Se finisse oggi, l’impatto della guerra varrebbe 0,1-0,3 punti percentuali di mancata crescita» ma «con una guerra lunga, che arrivi a fine anno, potremmo trovarci nella più grave crisi energetica della storia con impatti sistemici». Lo ha sottolineato il direttore del Centro Studi di Confindustria, Alessandro Fontana, nel corso di un’audizione alle commissioni bilancio di Camera e Senato sul Documento di Finanza Pubblica. 

Confindustria sottolinea che «la principale vulnerabilità del Paese è l’energia e rimarrà tale per anni» quindi è «decisivo avere: una strategia per superarla (con target e milestone come con il PNRR) e un piano di emergenza condiviso per affrontare le crisi».

Confindustria: «Scostamento di bilancio per aiuti su caro-energia»

Nelle slide mostrate nel corso dell’audizione, Confindustria avanza una proposta: «In osservanza del Temporary Framework» servirebbe uno «scostamento di bilancio per aiuti di intensità proporzionata agli aumenti dei costi gas ed elettricità fino a dicembre 2026 per tutte le imprese in media, alta e altissima tensione» oltre ad «aiuti mirati e di maggiore intensità per le imprese elettrivore e gasivore». Oltre a questo gli industriali chiedono di «prorogare il taglio delle accise carburanti in scadenza il 2 maggio e aumentare il credito di imposta per l’autotrasporto merci, estendendone l’applicazione anche al trasporto passeggeri» con «aiuti mirati per il trasporto aereo e marittimo». Confindustria chiede anche lo «sblocco immediato di tutte le procedure autorizzative pendenti riguardanti le fonti rinnovabili» la «riforma della normativa e semplificazione delle procedure per portare le rinnovabili al 60% nel mix italiano entro 2030» e «autorizzare l’utilizzo di vettori energetici alternativi fino a dicembre 2026 per gli impianti industriali in AIA».

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