Ad Antalya la presidenza turca della Cop31 chiederà ai governi di aderire a un impegno comune per portare l’elettricità da poco più del 20% dei consumi finali di energia nel mondo al 35% entro il 2035. È il target dichiarato dal ministro turco dell’Ambiente, Murat Kurum, per la più importante conferenza mondiale sul clima, che si apre il 9 novembre e che il giorno successivo ha già in programma una riunione ministeriale dedicata proprio all’elettrificazione.
La posizione italiana
Anche l’Unione europea arriva al vertice con un mandato negoziale che prevede di accelerare l’elettrificazione; lo ha ribadito proprio nelle conclusioni del Consiglio Ambiente dell’Ue, approvate il 12 ottobre scorso.
In questa sede, l’Italia avrebbe sostenuto con forza – si legge nel focus pubblicato dalla Camera dei deputati – «la proposta della Polonia di presentare l’elettrificazione come strumento per accelerare la transizione e di ricondurre al quadro del GST1 (il primo bilancio globale sui progressi verso gli obiettivi di Parigi, concluso alla Cop28 di Dubai nel 2023, ndr) gli impegni relativi all’uscita dai combustibili fossili, al triplicamento delle rinnovabili e al raddoppio dell’efficienza energetica». L’Italia – accanto a Polonia, Bulgaria e Ungheria – avrebbe quindi spinto per evitare l’introduzione di nuovi e più ambiziosi obiettivi nella proposta europea.
Il peso dell’elettrificazione
In Italia il fotovoltaico ha prodotto 45 miliardi di chilowattora nel 2025, il 25% in più dell’anno precedente, superando per la prima volta l’idroelettrico e diventando così la seconda fonte di generazione dopo il gas. Nello stesso anno la domanda elettrica è rimasta pressoché ferma e l’elettricità ha coperto il 22,7% dei consumi finali di energia: «Le rinnovabili sono cresciute molto negli ultimi quindici anni, ma la domanda elettrica è rimasta ferma», dice Andrea Barbabella, responsabile scientifico di Italy for Climate. «Il vero nodo è spostare i consumi dai combustibili all’elettricità. Le tre sfide sono l’auto, il riscaldamento degli edifici e i processi industriali».
Quanto pesi il settore elettrico si vede nel bilancio delle emissioni. Secondo un’elaborazione di Italy for Climate su dati Ispra e Mase, tra il 1990 e il 2025 le emissioni annue italiane sono scese da 521 a 364 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente. Lo studio attribuisce 109 dei 157 milioni di tonnellate di riduzione proprio all’elettrificazione dell’economia italiana.
