Via libera dell’Europa ad un margine di flessibilità per affrontare le sfide della crisi energetica, La deroga al Patto di stabilità potrà valere fino allo 0,6% del PIL in tre anni, ma con paletti precisi. La flessibilità coprirà solo misure che riducano la dipendenza da fonti fossili, specifica Dombrovskis. Dunque, via libera a investimenti mirati e strutturali per incentivare transizione verde e decarbonizzazione. Possibili sostegni alle famiglie più deboli, ma solo per l’efficienza energetica.
Resta il secco no ai sussidi a pioggia, come gli sconti sulle accise dei carburanti. La deroga, precisa la Commissione, potrà essere richiesta per le spese della difesa, per l’energia o per entrambi i settori. All’Italia, l’Europa raccomanda in ogni caso cautela sui conti. Il nostro paese resta sotto procedura di infrazione per deficit eccessivo. Per questo da Bruxelles arrivano numerose raccomandazioni, a partire dalla sanità. Più risorse per ridurre le liste di attesa e poi più impegno sulle energie rinnovabili, maggiori spese per la difesa, accelerare la riforma del catasto e potenziare la lotta al lavoro sommerso. L’Italia ha di fronte a sé molte sfide conferma il capo economista dell’OCSE perché schiacciata tra un alto debito e una bassa crescita: più 0,5% quest’anno, più 0,6 il prossimo. Nonostante una piccola revisione al rialzo restiamo fanalino di coda tra i paesi più avanzati, lontanissimi dalla crescita della Spagna e più deboli anche di Grecia, Francia e Germania.
