Si fanno frequenti le esercitazioni in ambito Nato per testare la capacità di reazione delle forze armate dei paesi membri nel caso di un attacco da parte di una forza ostile. Sempre di più l’Europa del Nord, che vive più direttamente la necessità di predisporre una reazione rapida in caso di un eventuale attacco russo, fa da scenario a queste occasioni di addestramento.
È entrata nel vivo Ramstein Flag 2026, un’esercitazione aerea della Nato su larga scala, dal nord della Norvegia, a pochi chilometri dal confine con la Russia, al sud della Spagna. Si tratta della più grande esercitazione nell’ambito della Nato. Partecipano circa 18 Paesi dell’Alleanza atlantica, tra cui l’Italia, con oltre 200 aeromobili (caccia F-35A USA, Rafale Francia, Eurofighter Germania, Gripen Svezia, F/A-18 Finlandia, F-16 Polonia), tanker di rifornimento, aerei di trasporto, asset ISR, ossia sistemi (satellite, drone, aereo o persino rete cyber) destinati alle funzioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione.
L’esercitazione multinazionale di volo reale (live-fly) ad alta intensità, che si concluderà venerdì 19 giugno, è guidata dal NATO Allied Air Command (AIRCOM), ed è concepita per addestrare le forze aeree alle operazioni complesse e integrate. È la prima esercitazione condotta integralmente sotto la guida AIRCOM, quindi non sotto i comandi singoli di Paesi o coalizioni locali. Integra componenti aeree, spaziali, terrestri e navali. Sono coinvolte 20 basi e aree operative in tutta Europa, dal nord (Finlandia, Svezia, Norvegia, Danimarca) fino al sud (Spagna). Oltre 150 le esercitazioni giornaliere.
Previsto l’impiego di tratti autostradali secondo il piano NATO Agile Combat Employment (ACE) per simulare manovre sotto attacco da parte di un paese nemico. Ciò fa pensare che l’Alleanza atlantica non escluda scenari in cui le infrastrutture di base, ovvero gli aeroporti militari, possano essere neutralizzate da un attacco lanciato all’improvviso. Inoltre l’esercitazione dovrebbe testare la capacità delle forze europee di gestire conflitti ad alta intensità in uno scenario, che sembra farsi sempre più reale, di una non piena dipendenza da aerei cisterna e capacità ISR Usa.
Il precedente: Imminent Field 2026, e l’atterraggio del F-35B su un’autostrada in Finlandia

