Segno meno per la borsa di Milano, dopo però una serie di record storici, ben sei consecutivi. Piazza Affari la scorsa settimana era salita di oltre il 2 e mezzo per cento.

Oggi è in calo dello 0,38%; lo 0,20% della discesa si deve al fatto che sei grandi società oggi distribuiscono i dividendi e in questi casi il prezzo di un’azione scende esattamente del valore del dividendo staccato. si tratta di Leonardo, Poste Italiane, Stm, Snam, Terna e Hera. 

Riflettori su Londra le dimissioni del premier Starmer. La borsa sale dello 0,38%, dopo un calo dell’1% la scorsa settimana. Si rafforza leggermente la sterlina (Euro/Sterlina -0,13%) e scende di 4 punti base il rendimento dei titoli di Stato, pari al 4,80%. Il Btp italiano decennale ha un rendimento del 3,67%.

I mercati seguono con attenzione le oscillazioni nei negoziati in Svizzera tra Stati Uniti e Iran. Il prezzo del petrolio Brent nella notte era salito sopra gli 81 dollari. Poi le notizie sui progressi nei colloqui hanno fatto scendere il prezzo a 78 dollari e mezzo.

Occhi dei mercati puntati anche sul settore banche alla Borsa di Milano. E fra i titoli bancari, Mps cede lo 0,71% in attesa del cda di oggi. Su Montepaschi si è infatti riaperto il risiko con una proposta di fusione alla pari di Bpm e un’Opas di Intesa-Unipol-Bper. L’ad di Montepaschi Luigi Lovaglio da due settimane ha potuto valutare la proposta di Piazza Meda e l’offerta di Intesa Sp con a valle l’accordo con Unipol-Bper e valutare la proposta di aggregazione di Banco Bpm. I riflettori sono puntati su quale potrà essere la risposta di Siena. Il cda è stato presentato come “ordinario” ed era in programma già prima della nuova fiammata di risiko su Rocca Salimbeni: un consiglio orientato cioè a fare il

punto sull’integrazione con la controllata Mediobanca. 

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