Sono atterrate all’aeroporto di Ciampino le salme dei sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi e degli appartenenti al Corpo Militare della Croce Rossa, il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci, deceduti giovedì scorso nell’incidente dell’elicottero italiano caduto in Bosnia durante un volo addestrativo. Ad accogliere i feretri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la premier Giorgia Meloni, il ministro della Difesa, Guido Crosetto e il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Lo strazio di parente i colleghi alla Camera ardente al Celio
Arrivano parenti, colleghi e cittadini alla camera ardente allestita all’ospedale militare del Celio, a Roma, per rendere omaggio ai quattro militari italiani morti nello schianto dell’elicottero in Bosnia-Erzegovina lo scorso 29 ottobre. La camera ardente è stata aperta al pubblico e resterà accessibile fino alle 20. La zia del sergente Claudio Marchesi lo ricorda così: “Era troppo buono, troppo esuberante, era semplicemente troppo”. Un collega di Simone Ruggia, con cui lavorava a Viterbo, dice di lui: “Una bravissima persona, un ottimo amico, un ottimo collega”. L’ultima volta si erano sentiti una settimana fa, poco prima della sua partenza per la Bosnia: “Ci sentiamo con calma, poi ti racconto”, gli aveva detto Simone parlando della missione. “Era entusiasta, molto”, aggiunge, ricordando che Ruggia si era sposato da poco. La mamma di un collega delle vittime racconta: “Mio figlio era su quello stesso aereo in Bosnia poche settimane fa. Lavora con loro a Viterbo, sono suoi amici. Mi è sembrato naturale venire qui a omaggiarli”. Alla camera ardente partecipano anche semplici cittadini: “Mi metto nei panni di chi ha vissuto quei momenti di terrore – racconta uno di loro – perché io ho visto in televisione quell’elicottero che girava a 40 metri da terra. Sono servitori dello Stato, onore a loro”.
Il funerale sarà martedì 3 novembre, alle 9:00, presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, a Piazza della Repubblica, a Roma.

