Arriva un nuovo upgrade nel sistema del processo tributario telematico (Ptt) per semplificare il pagamento del contributo unificato tributario (Cut) attraverso PagoPa. Da martedì 3 novembre all’interno dell’area riservata per il deposito dei ricorsi tributari debutta una nuova funzionalità a cui ha lavorato il dipartimento della Giustizia tributaria del Mef, guidato da Fiorenzo Sirianni. Il meccanismo consente di generare il pdf (e di inviare così il modello di pagamento con Pago Pa), in modo che il professionista delegato che sta inserendo il ricorso potrà inoltrarlo al suo assistito per consentirgli di saldare direttamente il conto del contributo unificato. Un aggiornamento in vista del quale il dipartimento ha già comunicato che il servizio di pagamento del contributo unificato tramite PagoPa non sarà disponibile dalle 18 alle 20 di mercoledì 3 novembre.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Rafforzamento e semplificazione

Un passo in avanti in termini di rafforzamento e semplificazione del canale di pagamento tramite PagoPa, in modo da consentire sempre di più l’ampliamento di questa modalità di pagamento che è in crescita. Va ricordato che il contributo unificato tributario va da un minimo di 30 euro con un valore della lite fino a 2.582,28 euro a un massimo di 1.500 euro se il valore è superiore a 200mila euro.

I passaggi

Come spiega il dipartimento della Giustizia tributaria, «l’intervento evolutivo offre agli utenti del processo tributario un’opzione aggiuntiva per il pagamento del Cut e costituisce il primo degli interventi programmati dal Dipartimento per rendere ancora più flessibili le modalità di pagamento del tributo». All’interno della sezione «Servizi e Utilità» presente nella homepage dell’area riservata del Ptt, «sono stati potenziati i servizi che consentono all’utente di effettuare e consultare i pagamenti del Cut tramite PagoPa, al fine di rendere più semplice e immediata la gestione delle operazioni di pagamento del tributo»-

Canale in crescita

Gli ultimi dati diffusi dal dipartimento della Giustizia tributaria relativi al secondo trimestre 2026 mostrano come Pago Pa sia già il canale più utilizzato per saldare il conto del contributo unificato. La maggioranza assoluta dei ricorsi in primo grado (52,8%) e quella relativa degli appelli in secondo grado 43,1% ha già optato per Pago Pa, lasciandosi alle spalle le soluzioni alternative di versamento come il modello F23 tramite canale bancario o postale, o ancora quelle che compaiono nella categoria «Altro» e ricomprende essenzialmente il contrassegno. C’è già quindi una tendenza in atto che va sulla scia della digitalizzazione della presentazione del ricorso o dell’appello attraverso il portale del processo tributario telematico (Ptt).

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