La Guardia di finanza di Bergamo ha portato alla luce una maxi frode ai danni dell’Inps che avrebbe permesso a 130 soggetti di ottenere trattamenti pensionistici a cui non avevano diritto di accedere. L’indagine, che si è conclusa a ottobre 2024, ha portato alla citazione in giudizio di quattro persone per un danno erariale complessivo stimato in oltre 12,5 milioni di euro.

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Il meccanismo

Secondo la ricostruzione della Gdf, al centro del sistema fraudolento c’era un funzionario della direzione provinciale Inps di Bergamo che avrebbe raggirato numerose persone inducendole a credere che – in cambio del versamento di somme di denaro – fosse possibile ottenere l’accredito di periodi di contribuzione volontaria. Il soggetto sarebbe stato aiutato da altre due persone incaricate di individuare potenziali beneficiari.

Accessi indebiti

Le indagini mostrano che il funzionario avrebbe effettuato indebiti accessi ai sistemi informatici dell’Inps, inserendo dei periodi di contribuzione agricola fittizi. Il soggetto avrebbe poi incassato in contanti il denaro richiesto agli interessati, a cui veniva fatto credere che le somme sarebbero state regolarmente versate nelle casse dell’Istituto previdenziale.

Citazione in giudizio

L’attività investigativa delle Fiamme gialle ha permesso poi di individuare anche un ex direttore provinciale dell’Inps di Bergamo e altri due funzionari che, secondo quanto emerso, non avrebbero effettuato i controlli di rispettiva competenza, contribuendo così, seppur indirettamente, alla truffa ai danni dell’Ente. Per questo, la Magistratura contabile ha emesso l’atto di citazione in giudizio con il quale è stato contestato ai quattro soggetti un danno erariale di oltre 12,5 milioni di euro.

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