Un quadro problematico
Poi l’inflazione è tornata a salire; a giugno è stata del 3%, trainata dall’aumento, su base annuale, degli energetici regolamentati (9,2%) e non regolamentati (13,3%). I rincari sono pesati di più nelle famiglie più in difficoltà; nel complesso del secondo trimestre l’inflazione è stata del 3,7% per le famiglie con i livelli di spesa più bassi e del 2,6% per quelle che spendono di più. Questo si spiega con il peso maggiore che chi ha meno risorse destina a energia, alimentari e beni di prima necessità.
«Soltanto per tre famiglie su dieci il potere d’acquisto è rimasto invariato rispetto al 2021», dice Alex Papi, economista di Findomestic. Per il 61% è diminuito: «Gli italiani avvertono correttamente l’aumento dei prezzi che, in pochi mesi, ha eroso due anni di recupero».
Negativi anche i dati sulla percezione della situazione economica: «Per quattro famiglie su dieci il quadro resta problematico», aggiunge Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio Findomestic. «Ferma anche la capacità di risparmio: un obiettivo centrato da sei famiglie su dieci, ma ancora un’utopia per le altre quattro».
Le vacanze rimangono una priorità

