Continua a crescere la domanda nazionale di gas dopo gli incrementi di maggio e giugno: a luglio i consumi si sono attestati a 4,4 miliardi di metri cubi, in aumento del 7% (+0,3 miliardi di metri cubi) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E il confronto con il mese di luglio dello scorso anno conferma quanto già registrato nel periodo precedente, evidenziando, in particolare, la spinta del settore termoelettrico, cresciuto del 17% (+0,4 miliardi di metri cubi). L’ondata di calore di fine mese e il contestuale calo della produzione idroelettrica hanno, infatti, reso evidente il contributo fondamentale del gas alla copertura della domanda energetica nei momenti di maggiore necessità, insieme all’importazione di energia nucleare francese, confermando l’importanza dell’integrazione tra diverse fonti. per la stabilità e l’affidabilità del sistema. È questa la fotografia fornita dall’Osservatorio Polaris di Snam che sarà reso noto oggi e che restituisce, poi, un quadro pressoché costante per il settore residenziale e il terziario, mentre l’unica lieve flessione rispetto al 2025 riguarda il settore industriale (-72 milioni di metri cubi; -7%).
Consumi in aumento nei primi sei mesi
La crescita della domanda si registra anche allargando lo sguardo al periodo gennaio-luglio. In questo arco temporale: il fabbisogno è pari a 37,5 miliardi di metri cubi, in aumento rispetto all’anno precedente (+0,4 miliardi di metri cubi; +1%). Il calo del settore residenziale e terziario (-0,2 miliardi di metri cubi; -1%), nonché degli altri consumi, è stato infatti bilanciato dal significativo aumento del settore termoelettrico (+0,9 miliardi di metri cubi; +6%). Il settore industriale risulta, invece, sostanzialmente allineato ai valori del 2025 (-72 milioni di metri cubi; -1%). Prosegue, inoltre, il calo dell’autotrazione a gas naturale compresso (Cng, -6%).
Domanda elettrica da record a luglio
L’analisi di Snam mostra poi come la domanda elettrica di luglio sia risultata la più elevata degli ultimi anni. A trainarla la rilevante ondata di calore, che ha sostenuto la crescita della generazione termoelettrica a gas rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (+2,1 terawattora, +18%). Il gas ha quindi contribuito a soddisfare la maggiore richiesta di elettricità, coprendo il 41% della domanda totale e compensando, assieme alle importazioni dall’estero, il calo dell’idroelettrico, ormai costante dall’inizio dell’anno, e dell’eolico.
L’impatto del blocco dello stretto di Hormuz
Quanto ai quantitativi di gas immessi in rete, a luglio l’asticella si mantiene pressoché stabile rispetto allo stesso mese del 2025 (-12 milioni di metri cubi; -0,2%). L’aumento delle importazioni da Tarvisio (+0,3 miliardi di metri cubi, riconducibili a dinamiche di mercato gas legate al nord Europa) e da Mazara del Vallo (+0,1 miliardi di metri cubi; +8%) ha compensato la riduzione dei flussi da Passo Gries (-0,1 miliardi di metri cubi; -9%) e del gas naturale liquefatto (-0,1 miliardi di metri cubi; -7%), su cui hanno inciso le conseguenze del blocco dello Stretto di Hormuz.
Stoccaggi all’81 per cento
Il sistema ha comunque risposto all’incremento della domanda, nonostante la minore disponibilità di importazioni, modulando le iniezioni nei siti di stoccaggio. A oggi i depositi segnano l’81% del livello di riempimento, molto al di sopra della media europea (61%), facendo dell’Italia il Paese dell’Unione con il maggior volume di metano stoccato, a supporto della sicurezza del sistema. Nel periodo gennaio-luglio, il gas immesso in rete è sostanzialmente in linea con il dato dell’anno scorso (-0,1 miliardi di metri cubi; -0,3%). Aumentano le importazioni di Gnl (+0,2 miliardi di metri cubi; +2%), sostenute anche dal contributo del nuovo rigassificatore galleggiante di Ravenna, entrato in esercizio a maggio dello scorso anno. Prosegue inoltre, si legge nella fotografia di Snam, la crescita della produzione di biometano (+34% rispetto al 2025), che rafforza la diversificazione degli approvvigionamenti e integra progressivamente gas rinnovabili nella rete.

