Se le ondate di caldo stanno diventando strutturali, allora devono diventarlo anche gli interventi a tutela dei lavoratori. Il riferimento è alla norma portata in Consiglio dei ministri di lunedì, che permette alle aziende di ricorrere alla cassa integrazione per calore eccezionale. Il parere, invece, è del meteorologo del Cnr e del Consorzio LaMMA Giulio Betti. Alla base del suo pensiero c’è un concetto chiave: le temperature elevate – che, avvisa, promettono «eventi estremi» – sono diventate ormai ordinarie.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Professore, è giusto considerare questa ondata di caldo come eccezionale? O ormai è diventata la norma?

Si può definire storica ed eccezionale sulla Francia, perché sono stati battuti i record del 2003, quindi è veramente senza precedenti. Per quanto riguarda il Centro-Nord Italia, non sono stati battuti i record storici, però l’ondata si può definire anomala, perché siamo a 10 giorni con temperature tra 7-9 gradi sopra le medie. Ci stiamo in parte abituando a queste ondate di calore: in Val Padana, ad esempio, 33-34°C ci sembra quasi fresco, ma in realtà è una percezione sbagliata. Ci stiamo abituando a un clima che non ci apparteneva e questo è più facile rispetto al passato per i modi di difendersi, come l’aria condizionata.

Dopo queste ondate, l’esperienza degli ultimi anni insegna che arrivano bombe d’acqua e alluvioni lampo…

È chiaro che tutto questo calore in eccesso si trasformerà in energia in eccesso e in vapore acqueo. In questo momento, il Mediterraneo – soprattutto occidentale – è quello che registra le anomalie più marcate al mondo. C’è un’ondata di calore marina che come conseguenze porterà l’aumento dell’evaporazione e dell’intensità dell’energia a livello atmosferico, quindi aumenta la probabilità di perturbazioni e fenomeni estremi.

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