L’Africa
Anche l’Africa guadagna terreno: dai 96.152 arrivi nel 2023, ai 111.821 del 2025. (+16,3%), il cui peso sul totale sale dal 21,9 al 25,4 per cento. Oltre al boom del Marocco, aumentano Tunisia (+33,4%), Senegal (+23,6%), e Ghana (+10,7%). Più stabile l’Egitto, che con 22.857 arrivi (+5,1% rispetto al 2023), mentre la Nigeria scende da 5.881 a 5.079 nuovi arrivi (-13,6%).
Europa e Americhe
La contrazione dei flussi migratori dall’Europa emerge chiaramente, osservando alcuni dei tradizionali Paesi di provenienza. Dalla Romania – che per anni ha alimentato gli arrivi verso l’Italia – le iscrizioni sono scese da 24.061 a 16.935 (-29,6%). L’Albania resta invece una delle principali provenienze, con 26.958 iscrizioni nel 2025, ma perde il 10,7% rispetto alle 30.197 di due anni prima. Più contenuto il calo dalla Germania (-1,1%), mentre la Francia registra un lieve aumento (+1,2%). Dal Regno Unito gli arrivi diminuiscono dell’11,9 per cento.
Si riduce anche il contributo dell’America: da 77.743 a 72.283 ingressi (-7%), dopo gli 84.254 del 2024. Le iscrizioni dall’Argentina, dopo essere rimaste vicine a quota 20mila nel 2023 e nel 2024, precipitano a 9.827 nel 2025, il 51,3% in meno rispetto a due anni prima. Quelle dal Brasile scendono da 18.187 a 13.114 (-27,9%). È un trend che risente della recente revisione della disciplina sulla cittadinanza italiana iure sanguinis, che ha introdotto limiti più stringenti al riconoscimento della cittadinanza per discendenza, riducendo l’automatismo precedentemente riconosciuto agli italo-discendenti nati all’estero, soprattutto dall’America centro-meridionale, dove è storicamente ampia la presenza di collettività di origine italiana.
Nel frattempo il volume dei flussi migratori dall’estero resta elevato, nonostante la lieve diminuzione (-2,6%) segnalata dall’Istat nel 2025. La componente straniera continua a rappresentarne oltre l’87%: nel 2025 383mila sono stati ingressi di cittadini stranieri, contro 56mila rimpatri di italiani.

