Il supercomputer di Bologna: investimenti per oltre 400 milioni

Un secondo fronte è quello delle iniziative europee. «Guardiamo con interesse ad alcuni progetti lanciati dall’Ue per accelerare l’innovazione nel campo dell’AI», aggiunge il sottosegretario.

Un risultato concreto porta al Tecnopolo di Bologna. Mantovano lo rivendica: «Siamo già riusciti a ottenere dalla Commissione Ue l’assegnazione al Tecnopolo di Bologna di un nuovo supercomputer all’avanguardia: un’infrastruttura tra le prime al mondo, leader in Europa per capacità di elaborazione, frutto di investimenti per oltre 400 milioni di euro finanziati dalla Commissione e dall’Italia».

A sostenere la partecipazione dell’Italia al bando europeo sulle AI Gigafactory è l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale. L’iniziativa porterà dagli attuali 52.000 GPU H100 equivalenti (Megaride, AI Factory IT4LIA, Lisa) ad ulteriori 40.000 entro il 2027 (Fase 1 della “Large scale”), fino a complessivi 152.000 nel 2028 (Fase 2 della “Large scale”), con l’obiettivo di consolidare e rafforzare le capacità computazionali nazionali e implementare le condizioni di autonomia e indipendenza tecnologica.

Quacivi (Acn): un fondo con le imprese per la cybersicurezza dei cittadini

Un fondo per la cybersicurezza dei cittadini, da costruire insieme alle imprese ora che i finanziamenti del Pnrr sono terminati, per avviare una campagna di alfabetizzazione cyber rivolta a tutti, dagli adolescenti agli anziani. È la proposta lanciata da Andrea Quacivi, direttore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, nel suo intervento al Digital Innovation Forum.

Per Quacivi ogni singolo cittadino è un «cybercittadino» e l’obiettivo è che «60 milioni di cittadini» comprendano e conoscano le dieci azioni di igiene cyber, «da mio figlio a mia madre». Per raggiungerlo, ha spiegato, l’Agenzia non ha «tutte le risorse disponibili», e nemmeno lo Stato e il governo, i cui impegni «sono già enormi». Da qui l’invito a valutare «cosa possiamo fare insieme»: l’Acn si è detta pronta a gestire il fondo e a guidare la campagna, chiedendo un contributo agli imprenditori, compresi quelli che hanno beneficiato dei fondi pubblici del Pnrr. La ragione, ha sottolineato il dg, è che «se non arriviamo a tutti, basta uno che mette in discussione la filiera». Il problema, ha aggiunto, non riguarda solo le imprese che non aggiornano le piattaforme all’ultima versione del software: i casi recenti dimostrano che, quando le vulnerabilità non vengono sanate, «è inevitabile essere attaccati». Per questo l’azione va portata sul singolo cittadino: «aiutare le scuole, aiutare i ragazzi, aiutare gli anziani».

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