Nella giornata di domenica, mediante le aperture al pubblico, ma anche visite guidate e momenti di approfondimento, ville, castelli, cascine, masserie racconteranno un patrimonio vivo, nel quale la conservazione si accompagna ad attività produttive, accoglienza e valorizzazione delle eccellenze locali.

Nelle dimore storiche si coltivano cereali, vite, ortofrutta e olio

I dati del VII Rapporto dell’Osservatorio sul Patrimonio Culturale Privato confermano il ruolo “agricolo” delle dimore storiche che nel 35% dei casi coltivano cereali, nel 26% hanno vigneti, nel 13% sono attive nella frutticoltura e agrumicoltura mentre nel 9% producono olio d’oliva.

Il 66% è attivo nell’agriturismo, il 56% degustazioni guidate

Il 66% delle realtà agroalimentari coinvolte nell’indagine offre attività di agriturismo o altre forme di ospitalità rurale, mentre il 56% promuove, in modo strutturato o occasionale, percorsi di valorizzazione enogastronomica aperti al pubblico, tra degustazioni guidate, visite ai luoghi di produzione, itinerari tematici ed eventi. La vendita diretta in azienda, indicata dal 37% delle aziende, si conferma inoltre il principale canale di distribuzione.

Forti di questi numeri le dimore storiche si confermano, quindi, non soltanto custodi del patrimonio culturale e delle tradizioni agricole italiane, ma anche presidi attivi di sviluppo sostenibile, attrattività turistica e promozione delle eccellenze del Made in Italy.

Mazzi: una proposta per diversificare i flussi turistici

«Le dimore storiche – ha dichiarato il Ministro Mazzi – sono luoghi meravigliosi che ci arrivano dal passato, ma che possono parlare anche alle generazioni del futuro perché raccontano la terra, la storia dei nostri progenitori, l’identità dei luoghi. Fondamentale è in tal senso il ruolo svolto da questi siti anche in ambito turistico, considerato che il 30% della dimore storiche italiane si trova in Comuni con meno di 5000 abitanti e che tra gli obiettivi principali del Ministero del Turismo vi è la distribuzione dei flussi, soprattutto quelli internazionali che tendono a concentrarsi nelle città d’arte. È la proposta di un turismo alternativo che consente di vivere esperienze autentiche nei territori e che porterà le dimore a giocare un ruolo da protagoniste nel futuro».

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