«In un mercato del lavoro in continua evoluzione, crediamo che la competitività passi dalla crescita continua delle persone. Per questo, in Philip Morris – ha raccontato Larissa Akemi Hirata, Manager Integrated Talent Management Philip Morris Italia – investiamo costantemente in percorsi di upskilling e opportunità di formazione dedicate. Siamo convinti che l’innovazione e la crescita nascano dall’incontro tra esperienze, competenze e prospettive diverse, favorite attraverso iniziative di mentoring, mobilità interna e collaborazione trasversale. In questa visione, la “staffetta delle competenze” rappresenta un ecosistema di condivisione che rafforza l’occupabilità delle persone e genera valore sostenibile per gli individui e per il business».

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Anche per Fastweb + Vodafone la crescita delle persone è una priorità strategica: «Puntiamo su un apprendimento strutturato per costruire un’organizzazione solida, resiliente e orientata all’innovazione – ha evidenziato Tiziana Solagna, HR Business Partner Manager Fastweb+Vodafone -. Investiamo nello sviluppo di competenze e nella formazione continua, tecnica e comportamentale, come leve per favorire l’evoluzione dei saperi. Accompagniamo le persone lungo il proprio percorso in azienda e alimentiamo la contaminazione generazionale che genera valore: si cresce insieme, imparando gli uni dagli altri».

Il punto, come ha spiegato Jessica Ori, Senior HR Manager, Responsabile funzioni Manufacturing e Deliver EMEA, è che «l’allungamento della vita lavorativa e la convivenza di più generazioni nelle organizzazioni stanno cambiando il modo in cui si apprendono, si trasferiscono competenze e si costruisce innovazione. La sfida non è gestire le differenze generazionali, ma valorizzarne il contributo complementare. Quando esperienza consolidata e nuove prospettive si incontrano, cresce la capacità di trasferire conoscenze, affrontare il cambiamento e generare valore per le organizzazioni».

Ne sono ben consapevoli in Elettrotecnica Imolese: «Nei prossimi cinque anni usciranno per pensionamento diverse figure centrali, manager e tecnici – ha detto il Ceo, Massimo Foresti -. Per questi motivi abbiamo iniziato ad affrontare il tema del ricambio generazionale per non disperdere il patrimonio di conoscenze e competenze specialistiche che esiste al nostro interno».

In questo contesto nel quale le aziende comunque sperimentano percorsi di valorizzazione dei lavoratori senior e di Age management, Ciro Cafiero, fondatore dello Studio legale Cafiero Pezzali & Associati, evidenzia la necessità di un cambio di cultura normativa. «Le pratiche di Age management dovrebbero essere considerate strumenti di politica attiva del lavoro, finalizzati a valorizzare le competenze e contribuire a competitività e produttività delle aziende, e non invece capitoli di spesa inerenti le politiche passive».

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